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Cos'è la malattia di Alzheimer?

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Pubblicato il: 04-09-2006

Crea un nuovo malato ogni 7 secondi, e il numero è destinato a raddoppiare. Per questo, i medici considerano l'Alzheimer una «bomba a orologeria». Ecco come colpisce.

Sanihelp.it - La malattia di Alzheimer, di cui soffrono tra il 50 e il 70% delle persone affette da demenza, è un processo degenerativo che distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello.
Prende il nome da Alois Alzheimer, neurologo tedesco che nel 1907 descrisse per primo i sintomi e gli aspetti neuropatologici della malattia, come le placche e i viluppi neuro-fibrillari nel cervello.

La malattia di Alzheimer colpisce la memoria e le funzioni mentali, ma può causare altri problemi come confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.
All'inizio i sintomi, qualche difficoltà a ricordare e la perdita delle capacità intellettive, possono essere così lievi da passare inosservati, sia all'interessato che ai familiari e agli amici.

Ma, col progredire della malattia, i sintomi diventano sempre più evidenti, e cominciano a interferire con le attività quotidiane e con le relazioni sociali. Le difficoltà pratiche nelle più comuni attività quotidiane, come quella di vestirsi, lavarsi o andare alla toilette, diventano a poco a poco così gravi da determinare, col tempo, la completa dipendenza dagli altri.

La malattia di Alzheimer non è né infettiva né contagiosa, ma può essere considerata a tutti gli effetti una malattia terminale, che causa un deterioramento generale delle condizioni di salute. La causa più comune di morte è la polmonite, perché il progredire della malattia porta ad un deterioramento del sistema immunitario e a perdita di peso, accrescendo il pericolo di infezioni della gola e dei polmoni.

Nel passato, si tendeva ad usare l'espressione morbo di Alzheimer in riferimento ad una forma di demenza pre-senile, come contrapposto alla demenza senile. Oggi si ritiene, invece, che la malattia colpisca sia persone al di sotto dei 65 anni di età che persone al di sopra dei 65 anni. Di conseguenza, oggi, ci si riferisce spesso alla malattia come a una demenza di Alzheimer, specificando, eventualmente ad esordio precoce. Oggi, secondo uno studio promosso da Alzheimer’s Disease International (ADI), le persone affette da demenza nel mondo sono 24,3 milioni, 4,6 milioni di nuovi malati l’anno, un caso ogni sette secondi, e il dato è destinato a raddoppiare nei prossimi vent’anni.

«Siamo in presenza di una bomba a orologeria», ha dichiarato il presidente dell’ADI Orien Reid. Secondo l’associazione, questi dati allarmanti dovrebbero richiamare governi, medici e opinione pubblica a prendere consapevolezza del grave problema e ad agire subito.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Federazione Italiana Alzheimer

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