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Malattia di Alzheimer: la storia

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Pubblicato il: 06-09-2006

La scoperta di questa forma di demenza si deve allo scienziato tedesco che le diede il nome, ma anche a un giovane italiano. Da allora la scienza ha fatto progressi...

Sanihelp.it - La malattia di Alzheimer è stata descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropatologo Alois Alzheimer (1863-1915), che durante la Convenzione psichiatrica di Tubingen presentò il caso di una donna di 51 anni affetta da una sconosciuta forma di demenza.
Ma fu soltanto nel 1910 che la malattia ebbe un nome, quando Emil Kraepelin, il più famoso psichiatra di lingua tedesca dell'epoca, ripubblicò il suo trattato Psichiatria, nel quale definiva una nuova forma di demenza scoperta da Alzheimer, chiamandola appunto malattia di Alzheimer.

Nella caratterizzazione della malattia ha avuto un ruolo chiave anche un giovane ricercatore italiano, Gaetano Perusini (1879-1915), che affiancò Alzheimer nello studio anatomico dei cervelli dei pazienti presso la scuola anatomica di E. Kraepelin.

Alzheimer affidò al giovane ricercatore italiano la continuazione della sua ricerca sulla strana forma di demenza, permettendogli di rianalizzare persino il suo primo caso clinico, che Alzheimer non doveva considerare concluso.

Perusini studiò quattro casi e organizzò il suo studio in 54 pagine e 79 figure, che furono pubblicate sulla rivista Histologische und histopathologische Arbeiten.
Il suo nome non venne nemmeno citato, ma l'importanza dello studio resta indiscutibile: Perusini fu il primo a percepre l'azione di una specie di cemento che incollava insieme le fibrille neuronali.

Questa scoperta di fatto risale a circa dieci anni fa, esattamente al 1984, quando venne fatto ampio uso della più sofisticata biologia molecolare.


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Redazione Sanihelp.it

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