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Testosterone: controlli ogni anno per invecchiare bene

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Pubblicato il: 27-09-2006
Sanihelp.it - I maschi dopo i 50 anni, per prevenire le malattie cardiovascolari e non solo, dovrebbero verificare il livello di testosterone nel sangue, inserendo questa indagine negli abituali screening di controllo.
Questa importante indicazione è emersa nel corso dei lavori del XXIII░ Congresso Nazionale della SIA -Società Italiana di Andrologia, in corso a Milano fino al 29 settembre.

«Una serie di studi clinici condotti nell’ultimo anno ha confermato che il principale ormone sessuale maschile, il testosterone, non solo riveste un ruolo determinante nella funzione sessuale e riproduttiva», afferma Bruno Giammusso, Responsabile dell’Unità Operativa di Andrologia dell’Università di Catania e Segretario della SIA, «ma costituisce anche un fattore protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari».

Diversi studi sottolineano inoltre l’importanza del testosterone nei soggetti diabetici. L’ipogonadismo peggiora, infatti, tutti i principali indici metabolici in pazienti affetti da tale patologia, determinando, ad esempio, un incremento della glicemia e una ridotta sensibilità dei tessuti all’insulina.
Non solo. Un recente studio condotto da un gruppo di ricerca messicano dimostrerebbe, addirittura, il ruolo protettivo di un corretto livello di testosterone nel sangue nei confronti delle cellule pancreatiche che producono l’insulina.
Un' altra ricerca presentata al Congresso SIA ha documentato come i sistemi antiossidanti plasmatici, che hanno una funzione di difesa dai danni da stress ossidativo in varie patologie, siano collegati alle concentrazioni di testosterone e, ove il testosterone sia carente, un trattamento con testosterone esogeno svolga un effetto di recupero.

Il calo di testosterone è un fenomeno tutt’altro che raro: uno studio recentemente condotto negli Stati Uniti su oltre duemila uomini di età superiore ai 45 anni, ha rilevato bassi valori di testosterone in circa il 40% dei soggetti sottoposti a esame.
Nel 20% del campione i disturbi legati all'ipogonadismo (alterazioni del sonno, irritabilità, sudorazioni, riduzione della forza muscolare, umore depresso) sono di grado medio-severo, e la percezione della loro gravità aumenta per i disturbi a carico della sessualità, come calo della libido (30,9%) e calo delle prestazioni sessuali (44,7%).


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Redazione Sanihelp.it

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