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Alzheimer, il futuro è in un collirio

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Pubblicato il: 29-11-2006
Sanihelp.it - Curare l'Alzheimer con un collirio. È questa la nuova via terapeutica intrapresa dagli studi clinici dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, in collaborazione con la Clinica oculistica dell’Università di Roma Campus.

I due gruppi di ricerca, coordinati da Luigi Aloe e Alessandro Lambiase, hanno messo a punto un collirio a base di molecola Ngf (il fattore di crescita nervoso - nerve growth factor), in grado di raggiungere i neuroni cerebrali, migliorando le capacità cognitive.

«La somministrazione di Ngf per via oculare, resa possibile dall’esistenza di una connessione anatomica tra cervello e sistema oculare», spiega Luigi Aloe dell’Inmm-Cnr, «rappresenta una strategia nuova, non invasiva in grado di aggirare la barriera cerebrale».

Fino ad oggi, infatti, per la somministrazione della molecola Ngf sono state utilizzate metodiche invasive con rischi e costi elevati, come l’infusione cerebro-ventricolare o il trapianto di cellule.
Lo sviluppo di metodi di somministrazione meno invasivi e costosi consentirebbe un potenziale impiego della molecola nella clinica per il trattamento di queste patologie degenerative. In futuro la molecola potrà essere somministrata durante le prime fasi della malattia come semplice collirio, per ridurre o bloccare l’evoluzione di una patologia che oggi, nel mondo, si stima colpisca circa 15 milioni di persone.


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Cnr

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