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Trapianti: fegato giusto al malato giusto

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Pubblicato il: 13-12-2006
Sanihelp.it - L’associazione italiana per lo studio del fegato (AISF), i Centri Trapianto italiani e il Centro nazionale trapianti del ministero della salute hanno lanciato in questi giorni il progetto Liver Match, uno studio su vasta scala che vedrà protagonisti i 22 centri trapianto italiani con l’obiettivo di ottimizzare i risultati a breve e lungo termine di ogni trapianto. L’obiettivo è definire i parametri per selezionare l’organo più adatto per ciascun paziente.

L’Italia è un paese all’avanguardia nel trapianto del fegato, basta pensare al fatto che la sopravvivenza a un anno dopo il trapianto in Europa si attesta al 72% mentre in italia al 79%. Questa posizione di prestigio però non deve farci stare tranquilli perché secondo dati dell’AISF nel nostro paese ci sono potenzialmente quasi 3 milioni di portatori del virus dell’epatite C e circa un milione di persone che soffrono di cirrosi.

È essenziale da un lato dare vita a una campagna di diagnosi precoce sulla popolazione a rischio e dall’altro rendere più efficiente la gestione del processo che porta al trapianto.

Il progetto Liver Match, in questo senso è unico al mondo, verranno presi in esame i prossimi 1000 trapianti di fegato (ci vorrà circa un anno) e si analizzeranno i dati del donatore e del malato in modo da stabilire un metodo più efficace dell’attuale sistema a lista d’attesa.


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Redazione Sanihelp.it

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