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Grassa o secca, cura così la tua pelle

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Pubblicato il: 08-01-2007

Dopo aver individuato il tuo tipo di pelle, è il momento di scegliere i prodotti da usare tutti i giorni. In più ti diamo qualche utile consiglio sui trattamenti giusti.

Sanihelp.it - Ogni pelle, in base alle sue caratteristiche, necessita di cure specifiche e prodotti ad hoc. La scelta dei cosmetici e dei trattamenti non può cambiare ciò che la natura ha deciso, la tipologia di pelle è un bagaglio genetico che ci portiamo dietro per sempre e che potrà subire solo modificazioni nel tempo, dovute all’età e alla cura che le prestiamo quotidianamente. Ma migliorare l’aspetto «unto» di una pelle grassa, o rendere più elastica una pelle secca, o proteggere la delicatezza di una pelle sensibile non solo è possibile, ma anche auspicabile, per mostrare un volto più bello, giovane e disteso.

Cominciamo dalla pelle grassa, la più «ostica» da detergere e curare.
«Per la pulizia vanno bene i detergenti schiumogeni sia liquidi che solidi, l’importante è che siano sgrassanti al punto giusto, cioè che eliminino l’untuosità superficiale senza intaccare troppo il sebo fisiologico, quello cioè necessario all’equilibrio idrolipidico della pelle», spiega la dottoressa Silvia Pinelli, responsabile Dermocosmesi all’Istituto Dermatologico Europeo (IDE) di Milano.
«Per la scelta della crema opterei per una idratante ma non nutriente, poiché questo tipo di pelle ha bisogno di acqua (apparentemente anche la pelle grassa ha una texture secca), ma non di nutrienti, in quanto il sebo che la ricopre provvede già alla funzione di nutrirla.
Molto utili i peeling chimici a base di acido salicilico o glicolico, che rendono queste pelli, per natura così spesse e consistenti, un po’ più sottili, levigandole soprattutto nella famosa zona T (fronte, naso e mento), quella che presenta la maggiore concentrazione di grasso visibile e foruncoletti e che quindi ha più necessità di intervento.

Per la pelle secca, quella che più di tutte ha «sete» sia di acqua che di grassi, sono indicati i detergenti delicati, meglio se a risciacquo, e i prodotti idratanti e nutrienti insieme. Attenzione invece ai peeling chimici, troppo aggressivi per questo tipo di pelle: al massimo si può ricorrere a leggeri gommage superficiali, utili per far penetrare meglio i cosmetici.

Per lavare il viso le pelli sensibili dovranno utilizzare solo acqua fresca, senza sapone né latte. L’unica concessione possibile è l’acqua termale in spray, arricchita di oligoelementi ad azione lenitiva. Anche la scelta della crema da giorno deve rispettare l’estrema delicatezza di questa pelle: i principi attivi contenuti devono essere lenitivi ed emollienti, oltre a esercitare una profonda azione idratante e protettiva contro gli agenti atmosferici, nemico numero uno della pelle delicata e couperosica. Stessa regola vale per le maschere e gli impacchi. Esistono validissime linee per pelli sensibili reperibili in farmacia, oppure basta scegliere prodotti a base di malva, camomilla, amamelide, o arricchiti di bioflavonoidi e vitamina C».

Quali sono i principali problemi di ciascun tipo di pelle e come vengono affrontati dall’estetista e/o dal dermatologo?
«La pelle secca è quella che invecchia più precocemente», spiega la Pinelli. «In questo caso non c’è molto da fare, il dermatologo può solo proporre trattamenti riempitivi per rimediare ai danni della secchezza cutanea, ma niente di più.
La pelle grassa è quella tipicamente vittima dell’ acne, fenomeno relegato solitamente all’adolescenza. In questo caso sottoporsi regolarmente a peeling chimici e pulizie del viso può aiutare, ma solo il tempo cancellerà i segni dell’acne e asciugherà l’untuosità e il grasso di superficie.
La pelle sensibile è quella generalmente colpita dal fenomeno della couperose, un problema trattabile con il laser, e soffre soprattutto dell’aggressione atmosferica. A differenza delle altre due tipologie di pelle, legate soprattutto ad alcune fasi della vita (la grassa alla gioventù, la secca all’età matura), la pelle sensibile/couperosica ci accompagna, inesorabilmente, per tutta la vita».


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Redazione Sanihelp.it

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