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La verità sulla dieta della neo-mamma

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Pubblicato il: 12-01-2007

Quanti luoghi comuni sulla dieta della mamma che allatta! È ora di fare chiarezza, con l'aiuto di un manuale e di due esperte in maternità e nutrizione.

Sanihelp.it - Chi meglio di un’ostetrica e di una nutrizionista può darci indicazioni giuste e univoche sulla dieta da adottare dopo il parto e/o durante l’allattamento? Nel manuale La dieta della neo-mamma due specialiste forniscono informazioni dettagliate sulle corrette abitudini alimentari della donna che ha partorito e che sta allattando, presentando tante ricette di piatti gustosi che fanno bene a mamma e bambino.

Ecco qualche »anticipazione».

Sfatiamo subito alcuni luoghi comuni, come quello secondo cui la neo-mamma deve eliminare dalla propria dieta molti cibi gustosi perché provocano al bimbo aria e gonfiori, con conseguenti, terribili, coliche gassose. Al contrario, è molto importante che le donne, dopo gli sforzi del parto e durante la fase faticosa dell’allattamento, si gratifichino con i piaceri della tavola.


Tuttavia, può capitare che il bambino rifiuti il latte materno (voltando la testa dalla parte opposta rispetto al seno) perché la mamma ha mangiato qualcosa che ne ha modificato il sapore, come aglio, asparagi o altra verdura dal sapore forte (cavolfiore, broccoletti ecc.). Non esiste una «lista nera» di alimenti da evitare, ogni caso è diverso quindi non resta che osservare il comportamento del bambino dopo l’ingestione di alcuni alimenti, ed eventualmente eliminarli o ridurne la quantità e la frequenza.


Farà piacere sapere a tutte le puerpere che molte donne dimagriscono durante l’allattamento senza dover fare nulla: il fabbisogno calorico della mamma che allatta cala, quindi il suo corpo può mettere a disposizione più calorie per la produzione di latte, inoltre il metabolismo attinge alle risorse formate durante la gravidanza.


No categorico alle diete ipocaloriche: liberano tossine che passano nel latte materno e riducono le energie della madre, così importanti per formare latte a sufficienza e di qualità (il fabbisogno calorico della mamma che allatta aumenta di circa 600 kcal al dì).


Per contrastare la stipsi che generalmente segue il parto (l’evacuazione diventa difficile per paura dei punti o del dolore) si può provare a mangiare al mattino, prima della colazione, un kiwi o mezza mela e bere un bicchiere d’acqua, massaggiare l’addome nella zona intorno all’ombelico e consumare alimenti che producano feci morbide, come zuppe e yogurt.


Per vincere l’inappetenza tipica del post-parto è utile avere sempre una scorta pronta di frutta fresca e verdura cruda, oppure optare per cibi semplici e leggeri che non richiedono preparativi, come yogurt, semolini o anche omogeneizzati per bambini.


Bere, bere e ancora bere: l’allattamento fa venire molta sete, e i liquidi ingeriti vengono in parte «persi» con il latte. È fondamentale quindi assicurarsi una buona idratazione, bevendo circa due litri e mezzo di acqua (o tisane, infusi, spremute, centrifugati di verdura, succhi ecc.) e consumando cibi ricchi di acqua (come frutta e verdura). Sono ammesse piccole quantità di birra scura.


Sostituire caffè, tè nero e cola con caffè d’orzo o decaffeinato: il fegato di un neonato elimina la caffeina più lentamente rispetto a quello di un adulto.


Occhio infine a salvia e prezzemolo: se consumati in grandi quantità possono ostacolare la produzione e il flusso di latte.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
La dieta della neo-mamma, di Bettina Salis e Claudia Muir, Edizioni Red

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