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Un farmaco contro il tumore al seno più aggressivo

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Pubblicato il: 12-01-2007
Sanihelp.it - Ulteriore passo avanti nella cura del carcinoma mammario: secondo alcuni studi recenti un farmaco sarebbe in grado di aumentare il tempo di sopravvivenza delle donne affette da una forma particolarmente aggressiva, il carcinoma mammario HER2-positivo, che affligge attualmente circa il 20-30% delle donne affette da tumore al seno. Questo carcinoma richiede una particolare attenzione poiché si sviluppa rapidamente e presenta un’alta possibilità di recidiva.

confermano i benefici in termini di sopravvivenza di trastuzumab nel carcinoma mammario HER2-positivo precoce o avanzato.

I risultati dello studio BCIRG 0061, resi noti durante il San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS), hanno dimostrato per la prima volta che l'aggiunta di trastuzumab alla chemioterapia aumenta il tempo di sopravvivenza dall'inizio del trattamento dal 34 al 41% (sopravvivenza generale), rispetto alla sola chemioterapia, dopo 23 mesi. Inoltre, la quantità di tempo in cui una paziente è rimasta libera dalla malattia dopo l'inizio del trattamento ('sopravvivenza libera da malattia') è aumentata dal 33 al 39% per i pazienti curati con la combinazione di chemioterapia e trastuzumab. Questi dati confermano il vantaggio di sopravvivenza associato a trastuzumab nel quarto trial di fase III nel carcinoma mammario HER2-positivo precoce.

E non è tutto: gli entusiasmanti risultati di un altro studio clinico dimostrano per la prima volta che la combinazione di due anticorpi umanizzati, trastuzumab e bevacizumab, ha il potenziale per fornire una nuova e potente arma per la lotta contro il carcinoma mammario HER2-positivo avanzato (o metastatico).
Oltre la metà (54%) dei pazienti arruolati nello studio ha mostrato una risposta confermata al trattamento (riduzione del tumore) e/o per l'84% dei pazienti non si è verificata alcuna progressione del tumore per almeno x mesi. I risultati dello studio hanno dimostrato anche che il profilo di sicurezza della combinazione trastuzumab/bevacizumab è stato accettabile e, cosa molto importante, privo dei tipici effetti collaterali della chemioterapia.


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Redazione Sanihelp.it

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