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Tumore al seno e chemioterapia, a rischio le funzioni cognitive

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Pubblicato il: 19-01-2007
Sanihelp.it - La chemioterapia, oggi, serve a salvare molte donne affete da carcinoma mammario. Il rischio, però, è quello di veder diminuire le proprie funzioni cognitive.
A sostenerlo è una ricerca olandese pubblicata sul Journal of National Cancer Institute statunitense.

I ricercatori hanno esaminato i cambiamenti delle performances cognitive di le pazienti con carcinoma mammario ad alto rischio, sottoposte a trattamento chemioterapico ad alto dosaggio o a dosaggio standard, confrontandole con pazienti con tumore mammario al primo stadio non sottoposte a chemioterapia, e con soggetti sani di controllo.

Le pazienti sono state sottoposte a esami neuropsicologici prima e dopo il trattamento, con un intervallo di un anno, mentre i soggetti di controllo sono stati sottoposti a ripetuti controlli nell’arco di 6 mesi.

Dai dati è emerso che le pazienti trattate con chemioterapia forte, a base di Ciclofosfamide, Tiotepa e Carboplatino, hanno presentato un deterioramento della performance cognitiva superiore del 25% rispetto al gruppo di controllo, mentre non sono state riscontrate differenze nelle pazienti trattate con chemioterapia standard.

La scoperta apre la strada alla ricerca di nuove terapie chemioterapiche meno invasive per le funzionalità intellettive delle donne colpite da tumore al seno.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Journal of National Cancer Institute

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