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Inibitori di pompa e frattura dell'anca, c'è un legame

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Pubblicato il: 26-01-2007
Sanihelp.it - L’osteoporosi senile è una delle patologie più diffuse, e la frattura dell'anca ne è la manifestazione principale.
Tra i tanti fattori di rischio per frattura dell'anca, il malassorbimento del calcio gioca un importante ruolo. Poiché l’acido gastrico facilita l’assorbimento del calcio ingerito insolubile, i farmaci che inibiscono la secrezione acida potrebbero provocarne il malassorbimento.

AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi&Endoscopisti Digestivi Ospedalieri) segnala un recente studio pubblicato su JAMA, in cui l’incidenza di fratture d’anca è stata studiata su un’ampia coorte di pazienti (circa 14000) che assumevano inibitori di pompa protonica (PPIs) o H2-antagonisti (H2RAs).

Il rischio di frattura dell'anca è risultato significativamente più elevato in pazienti che avevano assunto PPIs per un periodo superiore a 1 anno, ed era ancora più aumentato in pazienti che ne avevano assunto dosaggi elevati.
Nel gruppo di pazienti che assumeva, invece, H2Ras, il rischio è risultato molto inferiore sia in caso di assunzione prolungata che per elevati dosaggi.

Questi risultati confermano la correlazione fra uso di PPI e frattura dell'anca, già ipotizzato in altri studi. I pazienti che assumono PPIs dovrebbero essere informati di questi risultati, sebbene non esista al momento nessuna indicazione alla sospensione di questi farmaci in soggetti che sono già affetti o sono a rischio di osteoporosi.


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Redazione Sanihelp.it

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