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L'arancia

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Pubblicato il: 30-01-2007

Bionde e rosse le dee della frutta ci consentono di fare il pieno di vitamine nei mesi invernali, non solo la C ma anche la A la B e la PP.

L'arancia © Sxc Sanihelp.it - Le arance in antichità venivano chiamate esperidi. L’origine del nome è mitologica in quanto i frutti crescevano nel giardino delle Esperidi tre bellissime fanciulle figlie di Atlante e della Notte.

Le odierne esperidi sono classificabili in tre varietà: le bionde, le colorate Moro, Tarocco e Sanguinella e le Navel (adatte per le spremute).

Sono prevalentemente un frutto invernale: in Italia maturano da novembre fino a primavera. Il succo è particolarmente ricco di vitamine. Prima fra tutte la vitamina C ma c’è una buona presenza anche di vitamina A, B e PP.

Un’arancia, massimo due al giorno, è in grado di garantirci la quantità necessaria di vitamine. È molto importante fare il pieno di queste sostanze prima di tutto perché la cottura dei cibi fa perdere le vitamine agli alimenti e spesso, soprattutto d’inverno, la maggior parte della verdura viene mangiata cotta. In secondo luogo molti agenti nocivi della vita moderna come l’inquinamento, il fumo e lo stress ci fanno consumare vitamine.

Per concludere, le arance, che apportano 40 calorie per 100 grammi, sono ricche di acido citrico, che è antiossidante, astringente e disinfettante. Il frutto fresco aiuta nelle fragilità capillari, è sedativo e antinfiammatorio e, se consumato regolarmente, aiuta a prevenire le malattie da raffreddamento, mentre l’infuso di scorze di arancia favorisce la digestione.


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