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Acido folico agli anziani per ringiovanire mente e udito?

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Pubblicato il: 06-02-2007
Sanihelp.it - Un recente studio potrebbe candidare l’acido folico a supplemento utile per gli anziani, al fine di rallentare il declino delle funzioni cognitive e la perdita di udito tipici della terza età. Infatti il folato contrasta l’innalzamento dei livelli sierici di omocisteina, il cui aumento è collegato al rischio di malattie cardiovascolari, ictus e formazione di trombi. Oltre a ciò, una carenza di acido folico è stata messa in relazione con un’accelerazione nella perdita di udito. Nel trial Facit (Folic Acid and Carotid Intima-media Thickness), appena pubblicato su Lancet, l’équipe del Nestlé Research Centre di Losanna ha reclutato 800 persone tra i 50 e i 70 anni e le ha destinate a ricevere 800 microgrammi al giorno di folato oppure un placebo per tre anni, durante i quali sono stati monitorati la situazione sierologica, le funzioni cognitive e quelle uditive. I risultati sono tutti a favore del gruppo dei trattati: per la parte neurologica si è visto che i livelli medi di acido folico erano saliti a un valore medio di 76 nanomoli per litro di sangue; parallelamente, la concentrazione di omocisteina era scesa. Per quanto riguarda i test cognitivi, in confronto alle persone cui era stato dato il placebo, i trattati sono risultati più giovani di 4,7 anni per la memoria, di 1,7 anni per le funzioni motorie e sensoriali, di 2,1 anni per la capacità di interpretare le informazioni e di 1,5 anni per la funzione cognitiva globale. Anche la memoria ritardata è risultata migliore di 7 anni. Dello stesso segno i dati riguardanti l’udito: dopo tre anni di trattamento, la soglia alla quale era possibile udire le basse frequenze era aumentata di 1 decibel nel gruppo dei trattati, contro gli 1,7 dei controlli, denotando per costoro una perdita maggiore di acuità uditiva. Dobbiamo dunque consigliare agli ultracinquantenni di assumere supplementi con acido folico? Non proprio. La questione infatti presenta ancora numerosi punti interrogativi: per esempio i dosaggi, sui quali non c’è accordo, o il ruolo dell’omocisteina, non ancora noto, e soprattutto l’idea che l’acido folico non sia in fondo una sostanza del tutto innocua, perché avrebbe un’azione diretta sul Dna, ecc. In ogni caso i ricercatori invitano a controllare lo stato nutrizionale degli anziani e a incrementare la dose di verdure fresche, cereali e fonti naturali di folati, in grado da soli di fornire tutto l’acido folico di cui mente e orecchie hanno bisogno.


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