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Il Viagra nella rete

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Pubblicato il: 07-02-2007

Per aggirare l'obbligo di prescrizione medica, sempre più uomini si rivolgono a internet e al mercato nero. Andando incontro a gravi rischi

Sanihelp.it - Nei bar e negli spogliatoi sportivi, nelle scuole e nelle discoteche. Ovunque si ritrovino i giovani, si respira la tendenza più preoccupante del momento: superate le pasticche e gli anabolizzanti, i ragazzi parlano del Viagra e di tutti i suoi fratelli.
Tanto più che i giovani, o almeno la stragrande maggioranza dei giovani che utilizzano il computer, vengono bombardati quotidianamente da migliaia di spam, email spazzatura che propongono Viagra, oppure Cialis e Levitra (le alternative al Viagra) a soli 2 dollari. Secondo dati recenti, ben il 10% dello spam mondiale riguarda proprio la pubblicita' del Viagra e delle sue alternative. Una inondazione che conta miliardi di messaggi spam sul Viagra in entrata nelle mail a livello globale. Per avere un'idea delle dimensioni del fenomeno, basta pensare ad un emblematico caso di cronaca del 2006: un uomo e' finito sotto indagine in Australia, per iniziativa della Australian Communications and Media Authority (Acma), per aver inviato almeno 2 miliardi di messaggi spam pro-viagra. Negli ultimi mesi, il numero di messaggi spam in circolazione sulla posta elettronica si e' triplicato, tanto che attualmente si stima che 9 su 10 delle e-mail inviate in tutto il mondo sono spam. Le e-mail ingannevoli vengono soprattutto da Stati Uniti, Cina e Polonia e gli esperti hanno rilevato che dietro all'80% delle e-mail indesiderate vi sono circa 200 gruppi illegali che utilizzano programmi che dirottano milioni di computer privati e li utilizzano per trasmettere e-mail. Cliccando sui link inviati, nella migliore delle ipotesi si viene dirottati su siti in inglese per la vendita online dei farmaci, che assicurano «Niente ricetta medica, imballaggio discreto e nessun imbarazzo». Le farmacie online hanno sede negli Stati Uniti, in Canada, ma anche nel Regno Unito e in tutti i paesi in cui la legge consente la vendita dei farmaci su internet. Le pubblicità strillano prezzi stracciati, alcune propongono addirittura offerte speciali per san Valentino. Due dollari per Viagra e affini, addirittura 1,50. Come un cioccolatino. Poi però si scopre che il prezzo pubblicizzato riguarda il costo della singola pillola. In realtà, la confezione più piccola di Viagra, contenente 30 pillole da 100 mg, costa 145 dollari, mentre quella con le pillole scontate a due dollari l’una è il formato maxi da 360, che costa ben 720 dollari. Prezzi piuttosto proibitivi, ma che non fermano chi è in cerca della prestazione straordinaria a tutti i costi. Soprattutto perché permettono di aggirare la legge, che in Italia cataloga Viagra e affini come farmaci che richiedono una prescrizione medica da rinnovarsi periodicamente, e un regolare acquisto in farmacia. Per scavalcare queste regole, chi non può permettersi gli acquisti online prende spesso la strada del mercato nero. Lo spaccio delle pillole blu è ormai una realtà diffusa anche nel nostro Paese, con tutti i rischi che l’assunzione incontrollata comporta. Secondo un'indagine svolta sul Viagra venduto dagli spammer e dalle farmacie non autorizzate, e presentata durante l’ultima British Pharmaceutical Conference, questi prodotti sono costituiti perlopiù da farmaci alternativi, poco efficaci e in qualche caso persino pericolosi. Le stime della London University sostengono che pressoché metà del Viagra venduto in modo non autorizzato o del tutto illegale non è costituito da vero Sildenafil, il principio attivo sviluppato da Pfizer, ma da Viagra contraffatto, che potrebbe contenere sostanze tossiche o dosaggi eccessivi, ad alto rischio di attacchi cardiaci. Per questo, le case farmaceutiche produttrici, Pfizer in testa, stanno combattendo ormai da anni una battaglia legale tanto imponente quanto di dubbia efficacia: il mercato nero dei farmaci illegali per potenziare le prestazioni sessuali è ovunque e da nessuna parte, arriva dappertutto ma è difficilissimo da individuare. Da quando la gravità del fenomeno è emersa nella sua interezza, le indagini e i sequestri di Viagra contraffatto e di stabilimenti illegali sono in costante aumento. A fare le spese di questo fenomeno sono soprattutto i piccoli compratori, che si affidano a pusher che a loro volta, spesso, rivendono singolarmente i farmaci acquistati in rete. Giovani e meno giovani disposti a tutto per una prestazione extra, che con leggerezza si espongono a un doppio rischio: incappare in una pillola tagliata male, oppure eccedere nelle dosi per potenziare gli effetti.  Al momento non esistono casistiche ufficiali, ma solo una certezza: il Viagra è un farmaco, prescritto da un medico per curare una situazione patologica. Non è un gioco e non è un integratore. Per chi non ne ha davvero bisogno, quindi, molto meglio cercare alternative lecite: in Gran Bretagna, nelle ultime settimane la vendita dell’aglio nei supermercati è aumentata del 32%, dopo che una trasmissione della Bbc, The Truth about food, ha spiegato come questa pianta sia un'alternativa naturale al Viagra.


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Redazione Sanihelp.it

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