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Viagra, la nuova dipendenza

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Pubblicato il: 12-02-2007

I farmaci per le disfunzioni sessuali, se assunti in modo improprio, possono creare dipendenze forti e complesse. Ce ne parla lo psichiatra Massimo Adolfo Caponeri.

Sanihelp.it - Vendite alle stelle, milioni di richieste più o meno legittime, mercato nero e spaccio di pillole: i farmaci per il trattamento dell'impotenza, dal Viagra in giù, stanno vivendo un vero e proprio boom di consumi, anche e soprattutto da parte di chi non ne avrebbe una reale necessità. Ma questi farmaci possono provocare una vera dipendenza?

«Certamente sì», spiega Massimo Adolfo Caponeri, psichiatra e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, «come tutte le sostanze che provocano una sensazione di piacere, questi farmaci possono creare una dipendenza psicologica molto forte, amplificata dalla loro attinenza con il sesso e con un buon risultato sessuale».   Risultato talmente assicurato da diventare irrinunciabile. «Il vero problema del crescente uso ludico di questi farmaci», continua lo psichiatra, «è che poi non si riesce più a farne a meno. A livello psicologico scatta un meccanismo paradossale: si prende il Viagra per migliorare le prestazioni, e più lo si utilizza più ci si convince di essere davvero impotenti e di non poter guarire in nessun altro modo». Invece i modi per guarire, sia dall'impotenza che dalla dipendenza, esistono davvero. «I problemi si possono superare con un buon trattamento psicologico», precisa Caponeri, «possibilmente eseguito da un medico in grado di ridurre man mano il dosaggio dei farmaci. Si tratta sostanzialmente di sostituire il piacere dato dalla dipendenza con un altro piacere altrettanto soddisfacente. Per questo si forniscono al paziente delle indicazioni specifiche per migliorare la sessualità, superando quei blocchi psicologici che quasi sempre sono all'origine di un'impotenza non funzionale». Scoprire ed elaborare le cause, dunque, è l'unico vero modo per affrontare positivamente le problematiche della sfera sessuale, che molti cercano di arginare semplicisticamente con il Viagra e i suoi simili.
Le disfunzioni all'origine della dipendenza hanno una natura varia ed eterogenea, come varia ed eterogenea è la fascia di persone che ne è soggetta. «Non esiste una classe sociale o una fascia d'età più esposta di altre», chiarisce l'esperto, «ma si può dire che si tratta prevalentemente di maschi tra i 35 e i 50 anni. Per le donne è molto diverso: l'anorgasmia femminile si basa su un rifiuto del maschile, per cui è difficile che una donna con problemi di questo tipo desideri amplificare un piacere che psicologicamente rifiuta. Più probabile invece che desideri aumentarlo quando esiste già naturalmente». Il futuro del cosiddetto Viagra femminile, quindi, è ben altra storia.


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Redazione Sanihelp.it

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