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Arriva l'ecografia in urgenza, per salvare migliaia di vite

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Pubblicato il: 13-02-2007
Sanihelp.it - Giro di boa per l’ecografia: oggi questo esame povrebbe diventare parte integrante dell’approccio al paziente in medicina d’urgenza. Ma mancano gli strumenti. L’allarme è stato lanciato sabato scorso in occasione 1° Congresso Italiano di Ecografia in Emergenza-Urgenza e Terapia Intensiva, conclusosi ieri presso il MIC, Milano Convention Center. «L’ecografia riveste un ruolo basilare nell’ambito delle procedure di pronto soccorso», spiega il dottor Luca Neri, Presidente del Comitato Organizzativo del Convegno e promoter di questo nuovo ruolo dell’ecografia. «Diventando point-of-care, cioè direttamente al letto del paziente o sul luogo di un incidente, dove vengono prestate le prime cure, si può evitare, quando il paziente è instabile, cioè incosciente, in stato di shock cardio-circolatorio e non responsivo ai trattamenti d’urgenza, il passaggio al Servizio di radiologia, risparmiando quella «manciata» di minuti fondamentale per salvare una vita. Per un’ecografia «point-of-care» sono necessari al massimo cinque minuti». Per essere efficiente, però, l’utilizzo dell’ecografo «point of care» o di quello portatile deve essere accompagnato da una formazione ad hoc del personale ospedaliero ed extra-ospedaliero, senza la quale questi dispositivi non possono essere utilizzati al meglio, e l’investimento economico da parte delle strutture che li adottano andrebbe quindi vanificato. Purtroppo però in Italia sono ancora insufficienti i Servizi di pronto soccorso in grado di garantire un approccio così strutturato, benché valide eccezioni comincino a delinearsi in città come Milano, Torino, Padova, Udine, Bologna, Lucca, Roma, Bari e Catania. «Per coprire questa carenza abbiamo creato Winfocus (World Interactive Network Focused on Critical UltraSound)», aggiunge il dottor Neri, «con l'obiettivo di migliorare le conoscenze sulla diversa applicazione dell’ecografia in urgenza attraverso dei corsi di formazione teorici-pratici da effettuare in tutto il mondo». All’esterno della struttura ospedaliera, l’ecografo point of care può essere utilizzato in caso di emergenza-urgenza territoriale, come sulla scena di un incidente, all’interno di un mezzo di trasporto (elicotteri, aerei, ambulanze), in caso di catastrofi naturali, crolli strutturali, esplosioni, attacchi terroristici. Ma anche in contesti territoriali remoti, come aree montane impervie, foreste, deserti. L’ecografo viene inoltre utilizzato in caso di guerra, sui campi di battaglia o negli ospedali da campo. Infine, ha trovato applicazione anche in ambito sportivo, negli stadi, o durante lo svolgimento di manifestazioni internazionali come le recenti Olimpiadi invernali di Torino 2006.


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Redazione Sanihelp.it

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