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Ictus e malattia di Fabry, al via importante studio

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Pubblicato il: 15-02-2007
Sanihelp.it - L'Ictus è la seconda causa di mortalità a livello mondiale e la causa più comune di demenza nei paesi occidentali: nella sola Europa, ogni anno ne sono colpiti circa 1.200.000 soggetti.
Di questi, il 15% sono giovani, definiti dall'OMS come individui di età compresa tra i 18 e i 55 anni. In questa fascia d'età, purtroppo, in almeno un quarto dei casi la causa dell'Ictus non è chiara.
Uno studio recente sull'Ictus, però, ha rivelato che circa il 5% dei pazienti maschi e il 3% delle pazienti femmine colpiti da ictus di origine ignota in età giovanile sono affetti dalla malattia di Fabry, una patologia ereditaria da accumulo lisosomiale che comporta una carenza di alfa galattosidasi, un enzima indispensabile per scomporre determinate sostanze grasse, che di conseguenza si accumulano nei vasi sanguigni e negli organi come il cervello, il cuore, i reni e gli occhi. Il legame tra la malattia e l'ictus è oggi oggetto dello studio internazionale Stroke in Young Fabry Patients (SIFAP - Ictus nei pazienti affetti da malattia di Fabry) diretto da Arndt Rolfs, vicedirettore del dipartimento di Neurologia presso l'Università di Rostock.
«È fondamentale che nei pazienti giovani colpiti da Ictus venga realizzato uno screening per capire se la malattia di Fabry possa esserne una possibile causa scatenante», ha dichiarato Rolfs in occasione di una conferenza stampa internazionale sullo studio SIFAP tenutasi a Berlino. «Questo studio non solo fornirà dati affidabili sulla connessione tra la malattia di Fabry e l'ictus, ma contribuirà anche a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti dalla malattia di Fabry».  Lo studio SIFAP è un progetto congiunto a cui lavorano oltre 30 Unità europee specializzate in Ictus. Nella prima fase dello studio (SIFAP 1), 5.000 giovani pazienti colpiti da Ictus verranno sottoposti a esami per valutare fattori di rischio, sintomi clinici e possibili fattori scatenanti. I dati raccolti consentiranno, tra l'altro, di trarre conclusioni precise riguardo la diffusione della malattia di Fabry nei pazienti giovani. La seconda fase (SIFAP 2) esaminerà l'efficacia delle misure profilattiche e terapeutiche nei pazienti colpiti da Ictus e affetti da malattia di Fabry.


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Redazione Sanihelp.it

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