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Il futuro della sanità: pubblico, privato e regole

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Pubblicato il: 20-02-2007

Formigoni indica l'esempio lombardo di apertura ai privati in un sistema regolamentato. Il ministro Livia Turco evidenzia anche la questione del controllo delle regioni.

Sanihelp.it - Il mix pubblico privato piace un po’ a tutti. Sembra la via maestra da seguire per il futuro del sistema sanitario. Il settore della sanità è in grande fermento. Servono regole, precise e uguali per tutti, operatori pubblici e privati. Almeno questo è il punto in comune dei pensieri del presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni e del ministro Livia Turco presenti ieri a Milano in Assolombarda.

«La sanità costa, nessuno si deve illudere, e dobbiamo trovare gli strumenti per governarla al meglio»,  ,«Dobbiamo essere realisti, soprattutto noi che siamo chiamati a rappresentare le istituzioni. Ma la considerazione sui costi della sanità deve darci lo spunto per valutare anche aspetti positivi. Per esempio non possiamo non notare che il paese ha deciso di investire una parte del suo PIL nella salute, che l’industria della salute è seconda solo a quella immobiliare e che per 10 euro investiti nel settore se ne generano 7 euro di indotto. È un settore strategico e non può essere trattato superficialmente.
La via da seguire, lo ripeto da anni, è quella della partnership pubblico-privato secondo il sistema lombardo fissato dalla legge 31. dati alla mano i prezzi per il cittadino si sono ridotti».

«La Lombardia è il maggior erogatore di cure sanitarie in Italia», spiega Formigoni, «Le strutture private in Lombardia sono gestiscono l’emergenza e sono presenti nelle specialità ad alta complessità. Il modello lombardo non lascia la sanità in balia delle regole del mercato. La lombardia ha scelto di regolare il sistema e di fare in modo che tutti i soggetti possano competere. Per esempio noi controlliamo ogni anno oltre il 5% di un totale delle cartelle cliniche (lo stato ci chiede il 2%) e abbiamo già approvato il regolamento di accreditamento».

Positivo anche il commento del ministro Livia Turco « Questa ricerca è positiva perché ci consente di sorpassare stereotipi che fanno solo male al dibattito, perché conferma che il privato è presente nel nostro sistema sanitario e che non si limita alle case di cura, che c’è un rapporto pubblico-privato che può essere virtuoso quando è bene governato. E che non c’è un nesso tra spesa pubblica e presenza del privatoma che il punto cruciale sta nel come si esercita il governo regionale».

«Dal mio punto di vista ci sono due questioni cruciali: come si esercita il controllo e come si esercita l’accreditamento», spiega il Ministro,«solo stabilendo regole precise sarà possibile dare al cittadino la possibilità di scelta e soprattutto la garanzia che si sta rivolgendo a una struttura sanitaria in grado di risolvere il suo problema. La logica deve comunque essere quella della cooperazione per esempio nel patto per la salute abbiamo previsto indirizzi di ammodernamento del sistema sanitario che possono realizzare l’unitarietà del sistema. E un sistema efficiente in tutte le regione porterà vantaggi a tutti».


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Redazione Sanihelp.it

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