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Farmaci salvano le ossa ma danneggiano i denti

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Pubblicato il: 05-03-2007
Sanihelp.it - Negli ultimi anni si sta riscontrando sempre di più, in pazienti trattati o in trattamento con bifosfonati (farmaci prescritti soprattutto per patologie e neoplasie ossee), una patologia ignota fino a qualche anno fa: l’osteonecrosi delle ossa mascellare e mandibolare (ONJ).
Per affrontare il problema, la Clinica Odontoiatrica e Stomatologica dell’Università di Milano, diretta dal professor Franco Santoro, ha attivato un Centro di Prevezione e Ricerca su Pazienti in terapia con Bifosfonati.

Il nuovo Centro è diretto dal professor Luca Bartorelli, che spiega:
«L'osteonecrosi merita attenzione sia per la gravità della lesione (a oggi priva di un trattamento risolutivo), sia per le implicazioni sociopersonali: dolore, difficoltà nell’alimentarsi, nell’igiene orale, limitazione nella stabilità di protesi dentarie, alitosi e disagio psicologico.

Le vie di somministrazione dei bifosfonati  per la cura dell’osteoporosi sono generalmente di tipo orale, per infusione endovenosa nel caso di neoplasie ossee: in questi casi l’incidenza di osteonecrosi è molto più frequente. Non a caso la nota AIFA 79, del 21 novembre scorso, mette in guardia segnalando tali problemi.

A regime da gennaio, il nuovo Centro ha già preso in carico una trentina di pazienti, ed è rivolto ai soggetti in terapia con bifosfonati, ai medici odontoiatri, a realtà quali Istituti di Ricerca e Ospedali e ovviamente all’Istituto di Farmacovigilanza».

Per informazioni: 02 55032516.


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UniversitÓ di Milano

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