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Le tue domande sull'intervento al seno: terza parte

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Pubblicato il: 06-03-2007

Le protesi al seno vanno cambiate? Quando e in quali casi? Lo abbiamo chiesto a un'équipe di esperti in chirurgia estetica.

Sanihelp.it - Come si fa a decidere se è meglio posizionare la protesi sottomuscolare o sottoghiandolare? La scelta varia a seconda dei casi, della situazione di partenza e delle preferenze del chirurgo. È possibile che chirurghi diversi possano suggerire un indicazione diversa. Non è mai la cliente a decidere il tipo di intervento anche se la scelta finale viene fatta durante la visita, in rapporto alle sue esigenze personali.

Le protesi vanno sostituite dopo qualche anno? No. La durata dell’impianto mammario è permanente. Il seno mantiene intatta la sua naturale anatomia e come tale potrebbe cambiare nel tempo, facendo si che spesso la cliente stessa, circa 10-15 anni dopo l’intervento richieda un rimodellamento del seno stesso con eventuale cambio di protesi. Esistono tuttavia molte clienti soddisfatte del loro risultato anche dopo 30 anni dal primo intervento. I rari casi di sostituzione, oltre a riferirsi in generale a protesi in silicone, e non al gel di silicone come quelle da noi utilizzate, potrebbero essere stati determinati dalla capsula fibrosa che creava fastidi, o perché si rivelava antiestetica.

Perché è necessario sostituire la protesi dopo 10-15 anni? La sostituzione degli impianti è consigliabile perché, contrariamente ai nostri tessuti, che si rinnovano continuamente, la protesi è sempre la stessa ed è soggetta a usura. Cambiarla mette al riparo da eventuali problemi che potrebbero insorgere se si rompesse. Il tempo consigliabile per la sostituzione non è stabilito con certezza. Si tratta del frutto di un ragionamento basato sulla possibile usura di un impianto mammario negli anni.

Come si fa a stabilire se una protesi va cambiata? Non cambiare le protesi dopo 10-15 anni cosa comporta? La protesi è sicuramente da sostituire se ci sono segnali che indicano una rottura o una deformazione (cambiamento di forma, perdita di volume, segni specifici all'ecografia ecc.). Cambiare la protesi dopo un certo tempo è perciò preferibile per evitare le conseguenze di una rottura: anche se in piccola quantità il silicone può migrare e si possono creare delle aderenze cicatriziali che rendono l'eventuale intervento più complicato della sostituzione delle protesi integre. Quest'ultimo intervento è molto più semplice del primo inserimento perché la tasca è già presente ed è sufficiente (anche in anestesia locale) rimuovere la vecchia protesi, sostituirla e risuturare la vecchia incisione. Non c'è comunque la certezza della necessità di sostituire le protesi dopo 10-15 anni perché gli impianti attuali sono molto più robusti e resistenti di quelli del decennio scorso. 


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