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Quando è giusto ricorrere al Pronto Soccorso?

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Pubblicato il: 09-03-2007

Per ovviare al problema delle code in pronto soccorso a volte si può ricorrere al medico di base o di guardia. Attenzione però a non sottovalutare le situazioni.

Sanihelp.it -  È possibile ovviare al problema delle lunghe code in pronto soccorso attraverso una sorta di campagna informativa al pubblico sulle reali necessità di ricorso all’ospedale? In altre parole, si può far capire agli italiani che spesso, per situazioni di non gravità e non urgenza, si può evitare la corsa al pronto soccorso, ricorrendo ad altre strade come il medico di famiglia o la guardia medica?

Se questo fosse possibile, diversi sarebbero i vantaggi per personale medico e utenza: meno code, meno affollamenti, meno confusione, organizzazione migliore delle risorse e del tempo.

«Il motivo dell’intasamento al pronto soccorso è dovuto ai tentativi del pubblico di bypassare il filtro del medico di famiglia, introvabile o assente durante le ore serali o notturne o nel weekend», spiega il dottor Michele Carlucci, coordinatore del Pronto Soccorso all’Istituto Scientifico Universitario San Raffele di Milano.

«In realtà spesso il motivo della corsa al Pronto Soccorso è dovuto a una difficoltà di gestione domiciliare di alcune patologie. Inoltre è difficile, a priori, stabilire per quali sintomi sia corretto rivolgersi all’ospedale e per quali invece è sufficiente contattare il medico di base o, tutt’al più, la guardia medica. Infatti una sintomatologia identica può dare risvolti molto diversi e quindi essere soggetta a diagnosi con un livello di gravità molto diversificato.
Esempio: un dolore allo stomaco può essere sintomo di una semplice gastrite o un campanello d’allarme di un infarto al miocardio. Come può un paziente fare, da solo, una diagnosi differenziale e decidere autonomamente se è il caso oppure no di recarsi all’ospedale? Nel primo caso infatti si tratta di un codice verde, e la proprietà di trattamento è quindi ritardabile, nel secondo di un codice giallo o addirittura rosso, cioè di priorità immediata. Per questo è fondamentale non sottovalutare mai i sintomi.

Altro caso: i pazienti con quadro clinico d’insorgenza acuta. Questo dovranno recarsi a prescindere dalla situazione contingente al pronto soccorso, saltando il passaggio del medico di base. Per esempio una colica renale, che presenta una sintomatologia importante, è da considerarsi un codice giallo.

Invece in caso di tosse, febbre, influenza, il medico di base ha l’esperienza e la professionalità necessarie per poter selezionare i pazienti a rischio di complicanze (per esempio, gli anziani) e rinviare solo questi casi al pronto soccorso.

Infine, i bambini: una situazione blanda può precipitare rapidamente in un organismo non ancora maturo. Per questo l’ansia dei genitori di ricorrere al pronto soccorso, tutto sommato, è spesso più che comprensibile.

In ogni caso, una telefonata al 118 può essere utile per contattare il medico di guardia territoriale, che saprà, per primo, dare indicazioni preziose al paziente».


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Redazione Sanihelp.it

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