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Pronto Soccorso, il ticket inutile

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Pubblicato il: 13-03-2007

È stato al centro di molte critiche e di qualche siddisfazione. Oggi, il ticket sulle prestazioni di Pronto Soccorso si rivela una bufala. Ecco perchè...

Sanihelp.it - La Finanziaria 2007, approvata il 15 dicembre 2006 dal Senato e varata dalla Camera il 21 dicembre, ha introdotto una novità sostanziale in campo sanitario: i ticket per le prestazioni di Pronto Soccorso
Più precisamente per i casi meno gravi e non urgenti, i cosiddetti codici bianchi. Il ticket di 25 euro, in vigore dal 1 gennaio, è stato fin dal novembre scorso al centro di aspre polemiche. Inizialmente, infatti, avrebbe dovuto coinvolgere anche i codici verdi, ovvero i pazienti ricorsi al Pronto soccorso per un disturbo «poco critico, a priorità bassa, con prestazioni differibili» (Ministero della salute – definizione dei codici di triage). 
La manovra, a cui è stata affiancata l’introduzione di una quota fissa di 10 € su visite specialistiche ed esami diagnostici, sarebbe dovuta servire da un lato per scoraggiare il ricorso incontrollato e scorretto alle prestazioni di emergenza, e dall’altro come parte integrante del piano di risparmio della spesa sanitaria, valutato per il 2007 in 900 milioni di euro. I fondi ottenuti dalla riscossione dei ticket, poi, avrebbero dovuto contribuire a finanziare interventi migliorativi quali «screening oncologici, lotta ai tumori e all’aids, promozione della salute delle popolazioni migranti, contrasto delle malattie della povertà, farmaci di classe C meno cari, tariffe più basse per la diagnostica di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche» (Comunicato Ministero della Salute).
In realtà, a soli due mesi dalla sua entrata in vigore, la manovra del ticket sul Pronto soccorso si è già rivelata inutile ai suoi scopi.
Il perché ce lo spiega Marco Gardinali, responsabile dell’Unità Operativa di Pronto Soccorso e Osservazione dell’ospedale san Gerardo di Monza.
«I ticket non hanno avuto nessun impatto significativo», spiega, «perché sono riservati solo ai codici bianchi, che sono una minoranza: sarebbe stato diverso se avesse riguardato anche i codici verdi. Senza contare le esenzioni previste, che di fatto escludono la maggior parte dei pazienti dal pagamento del ticket. Certamente non è stato un deterrente clamoroso». 

Secondo il testo della Finanziaria, infatti, sono esentati dal pagamento del ticket «i bambini di età inferiore a 6 anni e gli anziani di età superiore a 65 anni con reddito del nucleo familiare fino a € 36.151,98, i titolari di pensione sociale o assegni sociali e i loro familiari a carico, i titolari di pensione al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, purché appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a € 8.263,31, incrementato fino a € 11.362,05 in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori € 516,46 per ogni figlio a carico, i disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a € 8.263,31, incrementato fino a € 11.362,05 in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori € 516,46 per ogni figlio a carico, gli invalidi di guerra appartenenti alla categoria dalla 1^ alla 5^, gli invalidi per lavoro con riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3, gli invalidi per servizio appartenenti alle categorie dalla 1^ alla 5^, gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3, gli invalidi civili con assegno di accompagnamento, i ciechi e sordomuti (ex Legge 02.04.1968, n. 482), gli ex deportati nei campi di sterminio nazista, le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, gli invalidi civili minori di 18 anni, con indennità di frequenza o di accompagnamento (Legge 289/90, D.Lgs. n. 124/98, art. 5 comma 6), i detenuti e gli internati».
Al di là delle esenzioni specifiche, il volume generale degli accessi al Pronto Soccorso con codice bianco risulta nettamente inferiore a quello dei codici verdi. Le statistiche del nosocomio monzese, che non si discostano dalle medie nazionali, riportano, per l’anno 2006, una forte superiorità dei codici verdi su tutti gli altri: il 72,47% per le visite mediche generiche, contro il 4,06% di codici bianchi, il 21,61% di codici gialli e l’1,75% di codici rossi. Sproporzione ancora più netta per le visite ortopediche: 86,27% di codici verdi contro 12,3% di codici bianchi, 1,41% di gialli e 0,01% di rossi. Le visite chirurgiche, invece, hanno interessato per l’86,53% codici verdi, per l’8,96% codici gialli, per il 3,98% codici bianchi e per lo 0,53% codici rossi. 

Dall’altra parte, nello stesso ospedale, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2006 gli ingressi al pronto soccorso hanno riguardato nel 22,32% dei casi giovani sotto i vent’anni, e nel 37,4% dei casi anziani over 65 appartenenti alle fasce protette. In altre parole, quasi la metà dei pazienti sono stati esentati dal pagamento del ticket.Se a questo aggiungiamo che, in Lombardia, dal 2003 le prestazioni da pronto soccorso valutate non urgenti erano comunque soggette al pagamento di 35 € per visita semplice, e € 50 per visita e prestazione, il giudizio sulla manovra dei ticket di pronto soccorso appare chiaro: molto rumore per nulla.


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Redazione Sanihelp.it

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