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Prevenzione e probiotici, nuova passione degli italiani

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Pubblicato il: 16-03-2007
Sanihelp.it - Che cosa sono i probiotici? Come suggerisce il nome stesso, in greco favorevoli alla vita, sono batteri e microrganismi viventi che, se ingeriti, determinano effetti benefici sulla salute, e in particolare sulle funzionalità intestinali.
L'utilizzo dei probiotici nell'ambito di una sana alimentazione incontra il favore degli italiani: secondo una ricerca Gfk-Eurisko, condotta su un campione di 1000 persone, rappresentativo della popolazione, il  41% dichiara di averne fatto uso in media tre volte alla settimana nel corso dell'ultimo anno, sebbene l'80% non li riconosca con questo nome, ma spesso con quello della loro marca (91%).
La difusione dei prodotti a base di probiotici, come i lactobacilli e i fermenti lattici in genere, rispecchia una tendenza in crescita nel nostro Paese: sempre secondo i dati Gfk-Eurisko, gli italiani sono sempre più attenti alla propria salute, e il 65% dichiara di adottare comportamenti utili a migliorare il proprio benessere e a prevenire le malattie.In particolare, l'alimentazione è riconosciuta come fattore determinante dal 42% del campione, seconda solo all'attività fisica (44%).
Questi dati sono stati discussi ieri, a Milano, nel corso di una tavola rotonda tra esperti sul tema dei probiotici, organizzata dal leader mondiale nella produzione di probiotici, la giapponese Yakult.
«Per definirsi tale, un probiotico deve avere caratteristiche ben precise», ha spiegato Lucio Capurso, primario gastroenterologo al San Filippo Neri di Roma, «Deve essere resistente all'attacco degli enzimi, arrivando intatto nell'intestino in quantità sufficiente a favorire e potenziare la microflora intestinale, essere sicuro nell'uso clinico e nutrizionale e avere effetti documentati sulla salute».
Su quali siano questi effetti, i consumatori italiani sembrano avere le idee abbastanza chiare, sia per quanto riguarda la prevenzione (62%) che per la cura (34%) dell'intestino.
A veicolare queste informazioni, però, sono prevalentemente le pubblicità in tv (75%), mentre resta ancora da potenziare il canale informativo istituzionale, soprattutto per quanto riguarda i medici di base. 


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Redazione Sanihelp.it

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