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Acqua minerale: dalla fonte alla tavola

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Pubblicato il: 19-03-2007

Da anni ormai le acque minerali hanno raggiunto una diffusione di massa modificando il concetto stesso di acqua. Capiamo meglio che cosa si intende con «minerale naturale»

Sanihelp.it - All’inizio l’acqua minerale era quella bevanda con una particolare proprietà benefica e proprio per questo era solitamente consigliata dal medico. Adesso l’acqua minerale viene comprata da tutti senza che ci sia un bisogno specifico. 
C’è chi la consuma perché non si fida degli acquedotti, c’è chi invece viene attirato dalle promesse taumaturgiche di questa o quella fonte, c'è chi, infine, beve solo quella determinata marca per questioni di gusto.

L’acqua minerale naturale è sicuramente la bevanda preferita dagli italiani: secondo gli ultimi dati si parla di un consumo annuo pro-capite pari a 178 litri. Anche se si tratta semplicemente di acqua il prodotto è molto più complesso di quello che sembra. 

Dalla semplice divisione in acqua del rubinetto, acqua gasata e acque minerali con proprietà mediche siamo arrivati a 250 marche di acque minerali naturali. E se una volta le acque minerali erano semplicemente (si fa per dire) diuretiche, antidispeptiche, epatoprotettive, antiflogistiche o ricostituenti, adesso sono anche dietetiche, digerenti, dimagranti. La pubblicità poi fa il resto: c’è l’acqua adatta a chi fa sport, quella adatta a chi sta sempre in ufficio, quella per chi sta all’aria aperta e così via.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di ordine e di capire prima di tutto che cos’è l’acqua minerale naturale e in che cosa si differenzia dall’acqua potabile. Per approfondire sarà utile poi fare una classificazione delle acque minerali in base al residuo fisso e al minerale più importante in esse contenuto e, infine, potremo tirare le somme e capire insieme come scegliere l’acqua minerale che fa per noi.

Le acque minerali, secondo il decreto legislativo 105/1992 sono quelle acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed eventualmente proprietà favorevoli alla salute.

Alla luce di tale definizione appare chiaro che si differenziano dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria, per il tenore in minerali, oligoelementi e altri costituenti ed eventualmente per taluni loro effetti. 

Alcuni tipi di trattamenti, esclusivamente di carattere chimico-fisico, sono permessi sulle acque minerali naturali ma non debbono comportare una modifica della composizione dell’acqua in quei componenti essenziali che conferiscono all’acqua stessa le sue proprietà.
Per esempio è consentita la filtrazione per eliminare materiale corpuscolare ma è vietato qualsiasi trattamento di potabilizzazione mediante l’aggiunta di sostanze battericide e batteriostatiche.


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