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Polvere bianca, morti e sequestri

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Pubblicato il: 02-04-2007

Tonnellate di droga sequestrate, migliaia di morti all'anno in Europa e 600 solo in Italia: sembra una guerra, ma è il triste bilancio della cocaina.

Sanihelp.it - I sequestri di cocaina in Italia nel 2005 hanno registrato un sensibile incremento rispetto all'anno precedente. Si è passati dai 3.587 chili del 2004 ai 4.369 del 2005, il 21,8% in più, e sono state compiute 6.401 operazioni, con un aumento dell’8,86% rispetto all’anno precedente.
I sequestri più significativi si sono verificati sul territorio e nei porti, mentre negli aeroporti i quantitativi sequestrati sono
stati di minore entità: la cocaina giunge in Italia principalmente occultata nei bagagli (massimo 29 kg) e sulla persona (massimo 12 kg), ma i quantitativi più consistenti vengono invece in genere occultati su autovetture, autotreni e natanti. 

A fronte dei consistenti quantitativi sequestrati di pari passo con le operazioni e le segnalazioni all’Autorità Giudiziarie, anche il numero dei decessi correlati all’uso di sostanze stupefacenti risulta essere pesante.
Secondi i dati rilevati istituzionalmente dal Registro Generale di Mortalità dell’ISTAT e dal Registro speciale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga - D.C.S.A), nel corso del 2005 le Forze di Polizia hanno segnalato complessivamente 603 casi di decessi
riconducibili ad abuso di sostanze stupefacenti.
Il picco massimo di decessi per droga si è avuto nel 1996 con 1.566 casi. Da quell’anno c'è stato un costante decremento fino al 2004, anno in cui è stata registrata una inversione di tendenza (600 decessi, 83 in più rispetto all’anno precedente), confermata anche per il 2005 (603 casi).
I dati del 2004 e del 2005, peraltro, non sono definitivi, e va chiarito che le informazioni comunicate dalle Forze di Polizia alla
D.C.S.A. hanno valenza indiziaria, in quanto non sempre vengono corredate da specifici riscontri medico legali di tipo autoptico o tossicologico. 
Secondo i dati del Ministero dell'Interno (Relazione al Parlamento 2005), nel 2004 i decessi per overdose nel nostro Paese sono stati 441, di cui il 5% sotto i 20 anni, mentre i decessi correlabili alla cocaina sono stati il 14,2% del totale nel 2005, con un dato in netta crescita rispetto al 2002 (2,5%).
Nel 2005, come negli anni precedenti, gli uomini, con il 92,04%, sono stati di gran lunga più colpiti delle donne. La causa del decesso è stata attribuita in 254 casi all’eroina, in 43 alla cocaina, in 4 al metadone e in 1 alle amfetamine, mentre in 301 casi la sostanza non è stata indicata.
A livello internazionale, nel 2003 alcuni Paesi hanno inoltrato informazioni sui decessi per cocaina: la Germania (25 casi attribuibili alla sola cocaina e 93 dovuti a cocaina in associazione con altre droghe), la Francia (10 decessi per la sola cocaina e uno associato a un farmaco), la Grecia (due casi per cocaina), l’Ungheria (quattro decessi imputabili a un’overdose di cocaina), i Paesi
Bassi (17 decessi per cocaina), l’Austria (riscontro di cocaina nel 30% dei decessi per droga), il Portogallo (riscontro di cocaina nel 37 % dei decessi per droga) e il Regno Unito (le «menzioni» della cocaina nei certificati di morte sono aumentate da 85 nel 2000, a 115 nel 2001 e a 171 nel 2002, pari a un incremento di otto volte nel periodo 1993-2001). Infine, nella relazione nazionale Reitox 2003, la Spagna riferisce che nel 2001 la cocaina era stata osservata nel 54 % di tutti i decessi per droga.
La morte riconducibile alla cocaina è un problema grave e, probabilmente, in crescita; nei pochi paesi dove è possibile fare una stima della tendenza, le informazioni sembrano additare a un aumento. Inoltre, la cocaina può essere un fattore responsabile dei decessi per problemi cardiovascolari.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio europeo droghe e tossicodipendenze; Rapporto annuale 2005 dell’INCB; Ministero dell'Interno, Relazione al Parlamento 2005; Iss

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