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Gli anziani interrompono l'assunzione di farmaci che abbassano il colesterolo

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Pubblicato il: 09-09-2002

Secondo molti studi i farmaci, a base di statine se presi con regolarità, possono far diminuire il rischio di morte per malattie cardiache.

Sanihelp.it - Le statine sono una classe di farmaci che abbassano i livelli sanguigni delle LDL, lipoproteine a bassa densità, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, riducono la produzione di colesterolo nel fegato e sono ormai comunemente prescritte alle persone considerate a rischio di malattie cardiache. Se presi regolarmente, questi farmaci possono diminuire il rischio di ictus e di malattie cardiache.

Uno studio condotto su più di 34.000 pazienti di età pari o superiore ai 65 anni, ha però evidenziato che solo il 32% dei pazienti continuava l’assunzione del farmaco dopo 10 anni di cura, mentre il 60 % non superava i 3 mesi di cura. Il gruppo di ricercatori, guidato dal Dott. Joshua S. Benner della Harvard Medical School di Boston, Massachussetts, riporta che, a prescindere dalla situazione sociale ed economica, le persone di colore e coloro che appartengono ad altre minoranze, hanno maggiore probabilità di interrompere l’assunzione della medicina in confronto ai bianchi.

Un secondo studio condotto in Canada conferma che i pazienti con malattie cardiache più gravi sembrano più ligi nel continuare la terapia. La ricerca, basata su dati ottenuti dall’esame di più di 143.000 pazienti anziani, ha scoperto che il 40% dei pazienti affetti da malattie cardiache più gravi, risultavano ancora in terapia a distanza di 2 anni dopo la diagnosi.

Dopo 2 anni, risultavano assumere il farmaco poco più di un terzo dei pazienti con malattie cardiache croniche, e circa il 25% dei pazienti a cui era stato prescritto il farmaco come trattamento preventivo, piuttosto che come cura. Il gruppo di ricercatori guidato dalla Dott.ssa Cynthia A. Jackevicius del Toronto General Hospital in Ontario, Canada, riferisce che circa un quarto dei pazienti di tutti i gruppi ha interrotto l’assunzione della medicina entro 6 mesi. In entrambi gli studi, i pazienti affetti da diabete e da ipertensione arteriosa risultavano più propensi ad assumere regolarmente la medicina.

Le scoperte, pubblicate sul numero del 24/31 luglio di “The Journal of the American Medical Association”, suggeriscono che la percentuale di mortalità dovuta a malattie cardiache potrebbe ulteriormente diminuire se più persone prendessero le medicine come viene loro prescritto.

Gli studi suggeriscono che per aumentare la compliance dei pazienti anziani, è necessario attivare interventi mirati educativi, una consulenza medica più capillare e l’adozione dei “promemoria” redatti dai medici.

In un editoriale di accompagnamento, il Dott. William B. Applegate della Wake Forest University di Winston-Salem, in Nord Carolina, descrive tali scoperte come “allarmanti”, vista la ormai consolidata efficacia delle statine nel ridurre le complicanze delle malattie cardiache”. Da rilevare che i pazienti sembrano essere più convinti e ligi nell’assunzione delle statine se la prescrizione avviene in sede ospedaliera prima della dimissione, specie dopo un evento cardiaco.

Tratto da “The Journal of the American Medical Association” 2002.


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Redazione Sanihelp.it

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