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Allarme cocaina: cosa possiamo fare?

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Pubblicato il: 05-04-2007

La cocaina dilaga tra i giovani. Per dire basta, chiediamo il parere della dottoressa Teodora Macchia, del Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore della Sanità.

Sanihelp.it - Cosa si può fare per contrastare il dilagare del fenomeno cocaina? Di primaria importanza l’informazione, che sia tecnica e scientifica, non di stampo ideologico o moralistico o istituzionale, ma diretta all’adolescente, che lo sproni a ragionare con la propria testa o per lo meno che gli insidi un ragionevole dubbio sulle motivazioni che lo portano ad assumere cocaina e sulle ripercussioni. 
Troppe le leggende metropolitane da sfatare e le lacune da riempire: per esempio molti ragazzi credono erroneamente che i rischi siano legati solo al tipo di sostanza come l’eroina e non alla modalità di assunzione per via iniettiva, e molti altri non hanno la benché minima idea dell’aumento del rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili dopo il consumo di droga, in particolare di stimolanti cui la cocaina appartiene. 

Per questo l’Unione Europea raccomanda interventi di prevenzione ad ampio spettro, prevenzione universale, ma anche mirata, interventi organizzati in piani strategici e coordinati che parlino di comportamenti e stili di vita, rivolgendosi ai ragazzi con messaggi chiari tecnici e coerenti, che provengano da fonti autorevoli e credibili, che richiamino la loro attenzione su aspetti di loro interesse pratico, concreto. Esempio: anche la cocaina è incompatibile con una guida sicura, in quanto comporta: ipersensibilità visiva, ridotta percezione degli ostacoli, mancata percezione del rischio, condotte di guida aggressive, effetti up-down (simili al colpo di sonno) improvvisi, effetti controllabili se sussiste l’associazione cocaina+ alcol e cannabis, perdita di controllo di sé e del mezzo. Quindi in questo frangente assumere cocaina può diventare un ostacolo, non un’agevolazione, del divertimento.

A livello familiare l’approccio generalmente auspicabile, ove possibile, è quello di intavolare sempre e comunque con i nostri ragazzi colloqui franchi e determinati, per andare all’origine del problema.
Spesso mi si chiede se esistono segni che i genitori possono interpretare come campanelli d’allarme. Certo che ci sono: nel caso della cocaina, tra le prime avvisaglie ci sono alterazioni nel ritmo sonno-veglia, difficoltà di attenzione, svogliatezza pronunciata alternata a eccitazione verbale e fisica, disinteresse per la propria persona, problemi di relazione affettiva o sociale… 
Ma quale adolescente non manifesta segni in buona parte simili a questi? Un’interpretazione univoca di tali segni risulta quindi difficile soprattutto nella fase iniziale del consumo. Comportamenti insoliti e che non sono episodici, pupille spesso dilatate, reazioni aggressive sproporzionate, richieste frequenti di denaro, abbandono di hobby e amici abituali, forti e frequenti sbalzi di umore richiedono invece un’attenzione specifica. 

Nel caso in cui un genitore ipotizzi un consumo di cocaina da parte del proprio figlio, apra la porta del dialogo e resista alla tentazione di seguire strade alternative di cui il figlio sia inconsapevole, tipo indagare a scuola o tra gli amici o far analizzare i suoi campioni biologici. Questa strada non farebbe che deteriorare i rapporti col giovane allontanando lui, e la verità, da voi. Ci sono tanti consultori e servizi specialistici pubblici perfettamente attrezzati per questi casi, o in alternativa specialisti privati che possono dare indicazioni utili sul comportamento da tenere e, nel caso, intervenire in aiuto.


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Redazione Sanihelp.it

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