Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

La terapia ormonale in menopausa a base di estrogeni può aumentare il rischio di cancro alle ovaie?

di
Pubblicato il: 09-09-2002

La terapia sostitutiva ormonale in menopausa (HRT), è ancora controversa e si susseguono gli interventi a favore e quelli contro.

Sanihelp.it - Secondo una nuova ricerca, le donne sottoposte a terapia ormonale, a base di soli estrogeni, per lunghi periodi, hanno un rischio maggiore di ammalarsi di cancro alle ovaie rispetto alla media.

D’altro canto, il Dott. James V. Lacey Jr. ed i suoi collaboratori al National Cancer Institute di Rockville, Maryland, hanno scoperto che se le donne vengono sottoposte a brevi periodi di cura a base di estrogeni, combinati con la progestina, non riportano un aumento del rischio di ammalarsi di tumore, rispetto alle donne che non hanno mai utilizzato l’HRT.

Attualmente la terapia a base di soli estrogeni, è riservata alle pazienti a cui è stato asportato l’utero, in quanto gli effetti di aumento del rischio di tumore dell’utero, di quest’ormone, sono ben noti. Per diminuire il rischio, gli estrogeni vengono somministrati associati alla progestina.

Lacey ha dichiarato che i risultati del suo studio, suggeriscono un collegamento tra il cancro dell’ ovaio e gli estrogeni, e non provano che il tumore sia causato dalla cura ormonale sostitutiva.

Ricerche precedenti sull’uso continuato di estrogeni, non hanno dimostrato una correlazione con un aumento di rischio di tumore ovarico, a riprova di come sia controverso questo rapporto terapia-tumore. La recente scoperta che la combinazione estrogeni – progestina, se assunta per più di 4 anni, possa aumentare il rischio di attacchi cardiaci e di cancro alla mammella, rende la scelta della terapia ancora più complicata. Inoltre lo studio ha messo in evidenza che la terapia fa diminuire i rischi di tumore al colon e di fratture all’anca, ma attualmente i rischi sembrano superare i benefici. Un secondo studio atteso per il 2005 determinerà se anche gli estrogeni in monoterapia elevano i rischi di attacchi cardiaci e di cancro alla mammella.

Secondo Lacev, la terapia ormonale può influenzare molte patologie che affliggono le donne dopo la menopausa come le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi, il tumore del seno, il tumore uterino, i disturbi alla colecisti, e la coagulazione sanguigna e pertanto non è ipotizzabile che la donna scelga di affidarsi a questa cura basandosi solo sui rischi potenziali di rischio di tumore ovarico, ma deve valutare l’HRT in toto. Milioni di donne nel mondo scelgono l’HRT per ridurre i sintomi della menopausa, ed altre come cura preventiva onde ridurre il rischio di attacchi cardiaci ed osteoporosi.

I risultati dello studio, riportati nel numero di luglio del Journal of the American Medical Association, sono basati sui dati raccolti da 44.241 donne che hanno cominciato ad utlizzare l’HRT ad un’età media di 57 anni. Alcune di esse avevano subito un’isterectomia ma avevano ancora una od entrambe le ovaie.

Durante il periodo dello studio, 329 donne hanno contratto il tumore alle ovaie. Le pazienti che hanno assunto estrogeni per periodi più lunghi riportavano un rischio maggiore di ammalarsi, e i ricercatori hanno notato un incremento del 7% associato ad ogni anno ulteriore di utilizzo degli estrogeni.

Le donne che hanno fatto uso dell’ormone per almeno 10 anni, riportavano un rischio doppio di sviluppare un tumore alle ovaie, mentre quelle in terapia per 20 o più anni riportavano un rischio triplicato di contrarre la patologia rispetto alle donne non in terapia ormonale.

Una considerazione importante, nota Lacey, è che lo studio è stato condotto prevalentemente su donne che hanno cominciato la terapia negli anni 70, quando le dosi di estrogeni somministrate erano maggiori rispetto a quelle attualmente utilizzate. Il commento dei ricercatori è stato che non è possibile stabilire la correlazione tra ormone e tumore a dosi minori.

Le donne che hanno utilizzato la terapia con estrogeni/progestina, o solo estrogeni, non sembravano dimostrare un rischio maggiore di tumore alle ovaie rispetto alle donne non in terapia.

Il dott. Kenneth L. Noller della Tufts University e del New England Medical Center a Boston, ha invece affermato che non vi è alcuna ovvia spiegazione biologica per cui gli estrogeni debbano causare tumori alle ovaie. Questa è la tipica condizione in cui abbiamo un’osservazione senza una giustificazione biologica in cui si notano incrementi di rischio di tumore alle ovaie, senza spiegazione scientifica.

I risultati dello studio sono enigmatici in quanto molti studi sull’uso prolungato di contraccettivi orali, anch’essi contenenti ormoni simili a quelli dell’HRT, può ridurre il rischio di cancro alle ovaie.

Il medico sottolinea che l’aumento dei rischi di tumore è stato comunque rilevato nelle donne che assumono terapia HRT per un periodo di tempo prolungato. Le donne che soffrono di sintomi da menopausa fastidiosi ed incontrollabili, non dovrebbero temere la terapia per periodi di tempo ridotti.

Se i sintomi sono invece meno severi, il consiglio non è univoco, in quanto con le nuove informazioni sull’HRT non è facile assumere una posizione inattaccabile.


Tratto da “The Journal of the American Medical Association” 2002.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Redazione Sanihelp.it

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti