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Il linguaggio del cane

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Pubblicato il: 07-04-2007

«Al mio cane manca solo la parola!», giurano molti padroni. Ma sappiamo davvero decifrare il linguaggio del cane, e usarne uno appropriato per farci capire?

Sanihelp.it - La comunicazione è la base irrinunciabile di ogni legame solido e profondo. Con un cane, che proprio come un neonato non possiede la parola, è la prova più impegnativa. Tutto il nostro corpo deve comunicare: l’atteggiamento, il tono, l’espressione del viso e lo sguardo, ma anche la postura e il tipo di movimento.
Questo non significa che non dobbiamo usare le parole. Queste ultime, abbinate a sguardi e azioni, per il cane rappresentano la chiave di accesso a veri e propri mondi diversi. Così, la frase prendi la pallina significa iniziare a giocare, e quella ma cos’hai combinato… che è in arrivo una sgridata!

Allo stesso modo, anche il cane utilizza combinazioni di gesti e azioni per comunicare con noi. Paura, sottomissione, aggressività, dominanza, invito al gioco, tranquillità, affetto e via dicendo sono emozioni che ci comunica con le labbra, le orecchie, gli occhi, il collo, la cosa e perfino il pelo.

Se alcuni segnali sono incontrovertibili, come uno scodinzolare gioioso o una leccata sulla mano, bisogna fare attenzione a non fraintenderne altri.
Quando il cane, per esempio, assume una posizione rannicchiata a terra, con le orecchie basse e la cosa tra le gambe, non significa solo che sta chiedendo il nostro perdono, ma anche che se lo aspetta. Infierire su di lui alzando ulteriormente la voce e rincarando la dose di rimproveri, quindi, non è la mossa giusta, e potrebbe sfociare in una lotta. 

È bene ricordare che il cane, oltre che con segni vocali (abbaio, ringhio, uggiolio, ulutato e via dicendo) e olfattivi, indispensabili nel rituale di riconoscimento sociale e di marcatura del territorio, comunica molto con il linguaggio del corpo e la mimica facciale.
Il coraggio e la padronanza della situazione si misurano in particolare dalla posizione di due parti del corpo: le orecchie e la coda.
Ritte e rigide in un atteggiamento dominante, si appiattiscono in caso di sottomissione, che viene espressa anche gli angoli della bocca tirati indietro a creare il classico sorriso che tutti i padroni di cani conoscono.


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Redazione Sanihelp.it

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