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A chi serve la Pet Therapy?

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Pubblicato il: 07-04-2007

Bambini, anziani e disabili sono i principali destinatari delle terapie assistite dagli animali. Che alleviano la solitudine, riportano il sorriso e potenziano le cure

Sanihelp.it - Il termine pet therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico, che va distinta da tutte quelle attività svolte con l'ausilio degli animali, indicate con la sigla AAA (dall'inglese Animal Assisted Activities), che hanno lo scopo di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone, quali ad esempio i ciechi o i portatori di handicap fisici. 
La pet therapy si propone di affiancare le terapie tradizionali nella cura, per migliorare lo stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio attraverso Terapie Assistite dagli Animali (TAA), ovvero interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e cognitive.
La pet therapy può essere utilizzata per curare diverse malattie e disabilità fisiche e psichiche. Esistono tuttavia alcune categorie di pazienti che ne traggono particolare beneficio. Ecco quali.

Bambini
I bambini ricoverati in ospedale soffrono spesso di depressione, disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, e dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini. Alcune recenti esperienze, condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.

Anziani
Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.

Disabili
La pet therapy propone co-terapie dolci, la cui efficacia è stata ampiamente dimostrata, da affiancare alle terapie mediche tradizionali attraverso un preciso protocollo terapeutico, per la cura di pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche di quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute

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