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Il gruppo di lavoro

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Pubblicato il: 07-04-2007

Le attività di Pet Therapy richiedono l'impegno di una vera squadra, composta da varie figure professionali: dal medico all'etologo, senza dimenticare l'addestratore...

Sanihelp.it - Nella pet-therapy, l'attività svolta dall'animale è molto complessa, e richiede contributi provenienti da diverse discipline. Ogni esperienza di pet-therapy è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali: il medico, lo psicologo, il terapista della riabilitazione, l'assistente sociale, l'infermiere, l'insegnante, il pedagogista, il veterinario, l'etologo, l'addestratore e il conduttore o pet partner.Tutte queste persone interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo, ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità di operatori.
Poiché la terapia si effettua su persone affette da varie patologie relative a aspetti fisici o mentali, è fondamentale innanzitutto la presenza del medico e dello psicologo.
È loro il compito di valutare, avvalendosi della consulenza degli altri professionisti, le modalità secondo cui impiegare gli animali. Qualora i pazienti presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista della riabilitazione. 

Fondamentale, poi, è il ruolo del veterinario, a cui è richiesta una specifica formazione nel settore. Deve, innanzitutto, selezionare l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare, poi sorvegliarne in modo costante ed accurato lo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico.
Gli animali sono sottoposti a controlli periodici, con particolare attenzione a segni clinici relativi a zoonosi (specie parassitosi e micosi) che, essendo trasmissibili all'uomo, potrebbero compromettere la pet therapy. Infine, il veterinario deve verificare nel corso del tempo come il co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso.
In ogni caso, gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di malessere vengono esclusi dal programma di pet therapy avviato.
Il veterinario viene affiancato da un etologo (o biologo con adeguate conoscenze in materia di comportamento animale), che contribuisce alla scelta dell'animale in base ad una analisi accurata delle caratteristiche attitudinali e comportamentali, e quindi si occupa di istruire i pazienti (laddove sia possibile), i loro familiari e gli altri operatori, in merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono in grado di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono sostenere. Compito dell'etologo è anche quello di fornire criteri per valutare e salvaguardare il benessere dell'animale.

In questo senso, nella pet-therapy è cruciale il peso dell'addestramento: l'animale deve essere istruito a interagire con il paziente e poi curare il rapporto che si viene a creare nella coppia co-terapeuta e paziente.
La fase dell'addestramento è ancora più importante qualora l'animale assista pazienti con particolari handicap fisici.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute

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