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Obesità infantile: il problema non è a scuola, ma a casa

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Pubblicato il: 10-04-2007
Sanihelp.it - Dopo l'allarme lanciato dal Moige, Movimento Italiano Genitori, sul dilagare dell'obesità infantile, divampa la polemica su uno dei possibili colpevoli di questo problema: i distributori automatici di merendine nelle scuole. 

Da una ricerca CNR Avellino in collaborazione con l’ISA, Istituto di Scienze dell’Alimentazione, che ha preso in esame gli alunni di alcune scuole elementari di Avellino per verificare le cause dell’obesità, emerge che è inesistente l’influenza che i distributori automatici hanno rispetto all’insorgere di questa malattia nei bambini di età scolare. Il luogo che risulta più a rischio è la famiglia, che acquistando pacchi scorta di merendine e lasciandoli al libero arbitrio dei figli, non attua un controllo sulle quantità, assunte magari (come conferma la ricerca di Swg) davanti alla tv. Il vero problema è l’educazione alimentare, che deve essere in primis una responsabilità della famiglia. 

«Inoltre ai bambini delle scuole elementari e medie inferiori non è dato libero accesso ai distributori automatici, ubicati in luoghi riservati al corpo docente e al personale di servizio», risponde Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA l’Associazione italiana della distribuzione automatica, al messaggio dell'AIDI, Associazione Industrie Dolciarie Italiane, che aveva annunciato l'intenzione delle aziende produttrici a non rendere disponibili i prodotti dolciari nei distributori scolastici.  

L’obesità infantile poi non è da attribuire a un cibo specifico. «Nessun alimento deve essere escluso dalla nostra alimentazione, neppure la merendina», afferma Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, «la regola di base è assumere poco, ma di tutto». 

Dello stesso parere anche gli onorevoli Giuseppe Fioroni, ministro dell’educazione, e Livia Turco, ministro della salute, i quali hanno recentemente espresso la necessità di intervenire con un piano di prevenzione, da mettere a punto con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. «Il distributore automatico di snack con prodotti agricoli di qualità», ha affermato il ministro Fioroni, «rientra in un'azione integrata che, sviluppando la rete di mense-bio assicurate dai Comuni, coinvolgerà in lezioni i docenti della scuola di infanzia e elementari sui comportamenti corretti a tavola e sullo sviluppo, nei più giovani, di capacità critiche rispetto agli spot pubblicitari delle Tv, dove spesso passano messaggi che associano il cibo al consumismo e al gadget».


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CONFIDA

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