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I mille volti di un uliveto: tra forma, densità, e varietà

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Pubblicato il: 12-04-2007

Non esiste un uliveto uguale a un altro. Ogni coltivazione si distingue per tipologia di impianto, acidità del terreno, zona climatica e varietà di olive.

Sanihelp.it - Le prime differenze tra oliveti, si possono riscontrare subito nella fase di impianto. Oltre alla varietà della pianta sono importanti anche la forma dell’allevamento e la densità.

Per quanto riguarda il primo aspetto ci sono diverse forme: a vaso polifonico, a vaso cespugliato, a vasetto e monocono.
Per quanto riguarda la densità si parla di sesti intensivi. In Italia sono maggiormente diffusi il 6x6 7x5 5x5 ma nelle zone oliandole del sud dell’Italia si usa il 10x10 (stiamo parlando di metri naturalmente). In Spagna, ma anche nei nuovi paesi olivicoli, è molto diffusa la forma di allevamento monocono e il sesto 6x3 metri.

Le varietà di ulivi si chiamano coltivar e sono davvero tante. Solo in Italia ce ne sono a centinaia.
Ciascuna coltivar contribuisce in maniera determinante a definire le caratteristiche chimiche e organolettiche di un olio.

Quello che ne scaturisce è un panorama molto ampio di profumi e di sapori con differenze organolettiche a volte estreme come nel caso della dolcezza e della morbidezza della coltivar Leccino che si scontra con la spigolosità a l’accentuata nota amara della Coratina.


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Redazione Sanihelp.it

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