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Parto senza dolore? È un diritto

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Pubblicato il: 03-05-2007

Fa discutere la proposta di legge sull'analgesia epidurale. Parto indolore per tutte? Sì, a patto che...

Sanihelp.it - Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 19 ottobre in via definitiva il disegno di legge La tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato.

In coerenza con gli obiettivi fissati dal Progetto-obiettivo Materno Infantile e con il Piano sanitario nazionale 2006-2008, il Ddl ha tra le sue finalità l’intenzione di promuovere il parto senza dolore inserendo l’anestesia epidurale tra i Lea, Livelli essenziali di assistenza. Questo significherebbe far rientrare il servizio nell’elenco delle prestazioni che devono essere garantite per legge in almeno un centro di maternità pubblico per territorio, in modo gratuito o con pagamento di una quota di contribuzione ai costi.

Fino a oggi infatti le singole Regioni o Aziende Sanitarie decidono se offrire o no questa possibilità, gratuitamente o con un contributo. In caso di passaggio della legge invece tutte le Regioni sarebbero obbligate a garantirla nei principali ospedali, gratuitamente, a carico del Ssn, 24 ore su 24.

Nel testo del Dld si legge che «nel quadro di una maggiore e migliore umanizzazione dell’evento nascita», si favorirà «il controllo e la gestione del dolore nel travaglio-parto, anche mediante ricorso a tecniche avanzate di anestesia locale e di tipo epidurale, in condizioni di appropriatezza e nell’ambito dei modelli organizzativi locali».

L’approvazione di questo Ddl costituirebbe dunque un bel passo avanti nel panorama dei parti italiani. Infatti oggi solo il 25-30% delle richieste di epidurale sono soddisfatte: il 4% nei centri pubblici, il 6% in regime di intramoenia e il 18% in privato, con costi anche piuttosto elevati (fino a 1.500 Euro per un parto analgesico). L’Italia è attualmente tra i paesi con il minor numero di parti in analgesia, soprattutto se confrontato con i paesi anglosassoni dove la media dei parti con epidurale è di circa il 60%. Il motivo, oltre che di carattere morale e culturale, è soprattutto di ordine logistico e organizzativo: mancano risorse specializzate in questo tipo di analgesia.

Per il ministro Livia Turco, promotore del Dld, garantire l’epidurale a tutte le future mamme che ne fanno richiesta non sarebbe solo una modo per garantire a tutte le partorienti italiane facoltà di scelta sul proprio parto, un’esperienza assolutamente unica, personale e irripetibile per ogni donna, ma anche una promozione del parto naturale e un disincentivo al cesareo, il cui incremento negli ultimi anni ha raggiunto cifre spaventose e che oltretutto è anche un intervento costoso da rimborsare.


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