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Eiaculazione precoce

Per curarla serve un approccio multifattoriale

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Pubblicato il: 09-05-2007

Come si cura veramente l'eiaculazione precoce? Qual è l'approccio medico e quali sono i farmaci? Lo abbiamo chiesto a dottor Marco Rossi, psichiatra e sessuologo.

Sanihelp.it - Soffrire di eiaculazione precoce può portare, per questioni emotive, a cercare facili rimedi. È importante non farsi abbindolare da false promesse e rivolgersi a uno specialista.

Per chiarire una volta per tutte la questione abbiamo fatto due chiacchiere con il dottor Marco Rossi che ci ha spiegato quali sono le principali pratiche terapeutiche in uso.

«L’eiaculazione precoce – spiega l’esperto - è una patologia multifattoriale: nella pratica si evidenzia sempre sia la questione psicologica sia una certa ipersensibilità fisica. Per questo motivo l’aproccio terapeutico più logico deve essere multifattoriale.
Bisogna chiaramente valutare ogni singolo caso e capire quanto è importante la componente psicologica e quanto quella morfologico-organica».

Secondo il sessuologo per curare l’eiaculazione precoce bisogna muoversi su tre fronti:

Psicologico
Bisogna agire sulle cause psicologiche del problema: «L’ideale è riuscire a farlo sulla coppia, chiaramente se è possibile».

Farmacologico
«In questo momento si utilizzano alcuni farmaci antidepressivi, qui lo scopo – spiega il dottor Rossi – non è risolutore, ma è di procurare sollievo al paziente. In pratica si sfrutta l’effetto collaterale ritardante di questi farmaci. la posologia varia a seconda della sensibilità del paziente nei confronti del farmaco»

Chirurgico «L’approccio chirurgico consiste nella circoncisione, che fa diminuire la sensibilità del glande e nella nefrotomia che si può eseguire nello stesso intervento».

Questi sono in sintesi i rimedi attualmente in uso. Riguardo a possibili rimedi fitoterapici il dottor Marco Rossi è categorico: «Dal punto di vista medico non c’è nessun riscontro. Di solito questi farmaci non fanno assolutamente nulla, il mio consiglio è di evitare di spendere soldi inutilemente».

Un caso a parte lo merita la Dapoxetina: «Teoricamente questo farmaco dovrebbe funzionare, perché sfrutta lo stesso principio degli antidepressivi, il problema è che è una chimera, ogni mese si dice che sta per uscire e invece non se ne fa nulla. I veri motivi non li conosco ma per me questo farmaco non esiste».


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Redazione Sanihelp.it

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