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Speciale Forfora

Oggi non esco: ho la forfora…

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Pubblicato il: 14-05-2007

Quando la testa è ricoperta di antiestetiche scaglie bianche, è naturale sentirsi a disagio in mezzo alla gente. Ma è importante non soccombere allo stress, altrimenti...

Sanihelp.it - Sporcizia, scarsa igiene, trascuratezza: non c’è che dire, le idee tradizionalmente associate alla forfora sono tutt’altro che incoraggianti. Questi pregiudizi (falsi, ve lo dimostreremo!) portano spesso la vittima designata a rinchiudersi in casa e a rinunciare alla vita sociale, per il timore di sentirsi sempre additata e guardata di sottecchi. Inoltre, più il pensiero è fisso e ricorrente, maggiore è la tentazione, irresistibile, di grattarsi.

Così, sollecitata dallo scompiglio operato dalle unghie arrabbiate, la forfora non fa che proliferare. Ed ecco il circolo vizioso: la forfora trascina l’umore sotto i piedi, depressione e isolamento sociale aumentano lo stress e quest’ultimo, a sua volta, è la via più breve per un peggioramento visibile del problema.

Gli esperti infatti sono tutti d’accordo: l’eziopatogenesi della forfora è multifattoriale, comprendendo anomalie qualitative della secrezione di sebo, fattori climatici, costituzionali e nutrizionali, ma l’elemento emotivo e psicologico gioca spessissimo un ruolo primario. Di frequente i dermatologi riferiscono di pazienti stressati, che accusano recidive in momenti acuti di ansie e tensioni psico-affettive.

Il consiglio, quindi, è di abbattere quella barriera di pudore e vergogna che impedisce di mettere il naso fuori di casa, e uscire (è proprio il caso di dirlo) a testa alta, mettendo in testa (altro gioco di parole) a se stessi e agli altri che la forfora:

-non è contagiosa: se la tua paura è di essere responsabile di un’epidemia di polvere bianca, puoi tranquillizzarti: la forfora non passa da una testa all’altra, non è infettiva né contagiosa

-non è sinonimo di scarsa pulizia: anzi, resisti alla tentazione di lavaggi forsennati: la forfora non va via a furia di lavare i capelli, anzi la cute, già disidratata, ne risulterebbe maggiormente impoverita; piuttosto attieniti alle indicazioni del dermatologo sulla frequenza dei lavaggi.

Altro consiglio: non cercare di nascondere il problema indossando 24 ore su 24 cappelli e foulard, che non lasciano traspirare la pelle quanto dovrebbe.

E naturalmente, per debellare il nemico a scaglie la regola numero 1 rimane sempre la stessa: lavare i capelli con uno specifico shampoo antiforfora, adatto ai lavaggi frequenti e compatibile con il proprio tipo di capelli.

Insomma, non è rinunciando a una pizza con gli amici che si sconfigge la forfora, anzi, il buonumore e una buona compagnia tengono lontani stress e tristezze: già un primo, importante, passo verso la risoluzione di un problema in cui, come abbiamo visto, l’emotività ha un ruolo di primo piano.


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Redazione Sanihelp.it

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