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Le donne più a rischio di "ossidazione" rispetto agli uomini: un aiuto da alcune sostanze

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Pubblicato il: 11-09-2002

Un nuovo studio suggerisce che, per ragioni ancora poco chiare, nelle donne l'ossidazione , un processo che si sospetta aumenti il rischio di malattie cardiache, colpo apoplettico e numerose altre patologie, è maggiore che negli uomini.

Sanihelp.it - La vitamina C, ed altre vitamine antiossidanti, possono neutralizzare tale processo. Lo stress ossidativo è l’accumulo di radicali liberi, sostanze dannose per le cellule. Il processo può essere causato da fattori esterni, quali il fumo, o da fattori interni a livello cellulare. Il danno, causato dallo stress ossidativo, contribuisce all’avanzata dell’invecchiamento e all’insorgenza di molte malattie. Al fine di trovare una conferma del ruolo dell’ossidazione nello sviluppo delle malattie, molti studi autorevoli hanno valutato l’aggiunta alla dieta di sostanze ad azione antiossidante, come la vitamina C, ma nessuno ha misurato realmente il danno ossidativo.

L’equipe della Dott.ssa Gladys Block, della University of California di Berkeley, ha colmato questa lacuna misurando il danno ossidativo in 298 soggetti adulti in buona salute, di età compresa tra i 19 e i 78 anni. Nello studio sono stati inclusi 138 fumatori di sigarette, 92 non fumatori e 68 persone esposte al fumo passivo.

I ricercatori hanno misurato i livelli di 2 sostanze, il malondialdeide e l’F2-isoprostano, indicato i del danno ossidativo in quanto prodotti dall’ossidazione delle sostanze grasse, chiamate lipidi. I risultati, pubblicati sull’American Journal of Epidemiology, riportano che, proprio dalla rilevazione dei livelli di questi indicatori, è emerso un danno ossidativo significativamente più elevato nelle donne che negli uomini. L’appartenenza al sesso femminile era anche il fattore che, più del fumo, lasciava prevedere la presenza di tale danno.

Questo dato riscontrato nelle donne era del tutto inatteso, e i ricercatori non sanno ancora spiegarselo. Una prima ipotesi è la constatazione che la donna ha una maggior percentuale di grasso corporeo. Ma anche riesaminando i risultati, corretti valutando l’indice di massa corporea (BMI), una misura che considera sia il peso sia l’altezza, le donne continuavano a presentare livelli maggiori di ossidazione.

Secondo gli autori, il riscontro di livelli superiori di stress ossidativo nelle donne, è particolarmente interessante in quanto, a parità di consumo della stessa quantità di sigarette, risulta che le donne hanno maggiori probabilità di andare incontro ad un tumore polmonare rispetto agli uomini. Anche le persone con i livelli più alti di proteina C reattiva, un indice infiammatorio che viene associato alle patologie cardiache, tendono ad avere maggiori livelli di stress ossidativo.

Il team della Block ha invece riscontrato uno stress ossidativo inferiore, nelle persone che consumavano grandi quantità di frutta e in quelle che presentavano tassi maggiori di vitamina C e di carotenoidi (i pigmenti contenuti nella frutta e nella verdura che sono utilizzati dall’organismo per produrre la vitamina A) nel sangue.

Il fumo, l’età, l’assunzione di alcolici o altri fattori dietetici non hanno alterato i livelli di stress ossidativo. Anche la vitamina E, chiamata alfa-tocoferolo, non sembrava avere influenza sullo stress ossidativo.
Tratto da “American Journal of Epidemiology” n 156 anno 2002.


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