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Il passeggio: la nuova "arma" della donna per ridurre le malattie cardiovascolari

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Pubblicato il: 17-09-2002

Ricercatori americani hanno rilevato che le donne in post-menopausa che amano passeggiare regolarmente, riducono il rischio di ammalarsi di malattie cardiache tanto quanto le donne che praticano attività fisiche più impegnative, come la corsa o altri sport.

Sanihelp.it - Questi risultati, pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine, dalla Dr.ssa JoAnn E. Manson, della Scuola Medica di Harvard e Ospedale Femminile di Boston, Massachusetts, suggeriscono che passeggiare risulta salutare per il cuore come intensi periodi di allenamento, prevenendo l’insorgenza di accidenti cardiovascolari nelle donne.

I risultati conseguiti hanno aiutato a controbilanciare la teoria secondo la quale la gente dovrebbe attenersi al detto “niente sudore, niente risultati” per beneficiare dell’esercizio fisico; infatti aiutare il cuore con l’esercizio fisico non deve essere uno sforzo, e le donne possono letteralmente “passeggiare” alla larga dalle malattie cardiovascolari.

Manson ed il suo team hanno ottenuto i loro risultati sottoponendo questionari a 73, 743 donne, in una fascia di età compresa tra 50 e 79 anni, in cui veniva chiesto loro di indicare la frequenza ed il tipo di attività fisica che abitualmente svolgessero ogni settimana. Nessuna delle donne incluse nello studio era afflitta da tumori o malattie cardiovascolari all’inizio dello studio; il nove per cento delle donne selezionate erano Afro-Americane.

Manson e colleghi hanno quindi seguito le donne per un tempo medio di tre anni, documentando quante partecipanti allo studio svilupparono patologie cardiovascolari.

Durante questo periodo, 345 donne hanno sviluppato patologie cardiache; ad un totale di 1551 donne furono diagnosticate diverse forme di malattie cardiovascolari.

Le meno esposte al rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare sono state le donne che passeggiavano regolarmente o che praticassero altre forme di esercizio fisico; i ricercatori hanno inoltre rilevato che entrambi i tipi di attività fisica erano associati alla stessa percentuale di riduzione di rischio. Il passeggio, a ritmo sostenuto, per almeno due ore e mezza alla settimana, o la pratica di un esercizio fisico più intenso, presentavano la stessa riduzione percentuale del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, attestandosi intorno al 30%.

I benefici derivati dall’esercizio si sono rivelati validi sia per donne bianche che di colore. Il passo sostenuto si è dimostrato di maggior beneficio per chi va a passeggio, ma, riferiscono i ricercatori, anche donne più lente, che percorrono 1 miglio (1,6 km) in 15-20 minuti con un passo medio-celere, risultarono essere protette dai rischi cardiovascolari.

Prolungati periodi passati in posizione seduta controbilanciano invece i benefici dell’esercizio: all’interno di gruppi di donne che sostenevano lo stesso livello di esercizio, quelle che passavano il maggior tempo sedute durante la giornata, si sono rivelate le più suscettibili a sviluppare malattie cardiovascolari. “Cercate di alzarvi dal divano o di allontanarvi dalla scrivania” ha suggerito Manson.

Il Dr. Paul D. Thompsn dell’Ospedale Hartford nel Connecticut, autore dell’editoriale che ha accompagnato l’articolo, ha fatto notare come, per alcune donne, il passeggiare sia più indicato di un esercizio più intenso; è meno gravoso per le articolazioni, e può essere più facilmente integrato nelle attività quotidiane.

Il Dr. Richard P. Troiano, dell’Istituto Nazionale sul Cancro a Bethesda, Maryland, ha fatto eco alle osservazioni di Thompson in un articolo di accompagnamento, nel quale ricorda che “una salute migliore non richiede necessariamente un abbigliamento speciale, equipaggiamento o impianti specializzati”.

Tratto da “The New England Journal of Medicine” n 347 anno 2002.


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Redazione Sanihelp.it

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