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Cibo e sesso

Viaggio tra gli afrodisiaci veri e psicologici

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Pubblicato il: 23-05-2007

Quali sono i principali afrodisiaci, e in che modo agiscono sulla nostra eccitazione sessuale. insieme al dotto Marco Rossi scopriamo le proprietà dei principale afrodisiaci.

Sanihelp.it - Iniziamo la nostra carrellata con aragosta e gamberi, due cibi che non sono afrodisiaci in senso stretto «ma che – spiega Marco Rossi - possono accendere il desiderio per altre ragioni: prima di tutto si tratta di cibi che richiamano pensieri ed allusioni a catena: pensiamo a come si mangiano…. Una volta serviti si devono prendere con le mani, si devono smembrare e addentare:questa laboriosità costringe a gustarli in modo un poco primitivo e selvaggio. Le aragoste sono anche un piatto esotico, rimandano a spiagge bianche ed assolate, al mare cristallino ed a romantici rapporti consumati sul bagnasciuga! A questo punto le fantasie che evocano sono davvero afrodisiache e quindi poco importa se scientificamente contengono sostanze veramente eccitanti, quello che importa è che le nostre fantasie e il cervello, la nostra più importante zona erogena, siano eccitati.»

Anche per le ostriche vale il discorso della sensualità nel mangiarle anche se in questo caso gli studiosi hanno dimostrato che sono ricche di zinco, un minerale fondamentale per la produzione di sperma. Inoltre dalle analisi emerge che sono molto ricche di iodio, indispensabile alla tiroide per secernere gli ormoni che regolano la produzione dell'energia sessuale. Resta comunque forte la valenza allusiva, nella loro forma, infatti la loro scivolosa morbidezza rimanda ai genitali femminili. «Del resto le stesse conchiglie sono sempre state paragonate ai genitali femminili - speiga il sessuologo - anche da un punto di vista lessicale: la parola vulva è molto simile a valva, cioè ciascuno dei due pezzi che formano la conchiglia delle ostriche».

Il peperoncino, invece, ha un vero e proprio effetto benefico sul desiderio soprattutto maschile, infatti il suo principio attivo, la capsicina, è in grado di stimolare la prostata, che produce il liquido in cui sono immersi gli spermatozoi e quindi facilita la stimolazione all'eiaculazione. Inoltre il peperoncino è un buon vasodilatatore e favorisce la circolazione sanguigna soprattutto nei genitali. Così i corpi cavernosi (i due tessuti spugnosi ai lati del pene), ricevendo sangue, si gonfiano dando origine all'erezione. La stessa cosa vale per gli organi genitali femminili, che ricevendo più sangue, si inturgidiscono più facilmente. Tutto questo provoca una sensazione generale di benessere che risulta essere altamente afrodisiaca.

Discorso diverso per lo zenzero che ha, per tradizione, un effetto afrodisiaco, in quanto si tratta di una sostanza irritante come il peperoncino. «Ma il vero punto di forza di questa spezia – conclude il dottor Marco Rossi - è la percezione nell'immaginario comune, vale a dire se si ritiene che sia afrodisiaca lo diventa, quasi per un effetto placebo. Visto che molti problemi sessuali derivano dall'insicurezza, ben vengano le sostanze naturali che danno, per la loro fama, una spinta in più, in questo caso psicologica».


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Redazione Sanihelp.it

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