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La vitamina E: nuovo "spazzino" per le arterie delle donne

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Pubblicato il: 19-09-2002

Alcuni ricercatori italiani riportano che le donne che assumono poche quantità di vitamina E sarebbero maggiormente soggette a malattie cardiache e a colpi apoplettici, anche in assenza di altri fattori di rischio.

Sanihelp.it - Dai risultati dello studio è emerso che le donne che assumono una buona quantità di vitamina E, hanno una minore dimensione della placca arterosclerotica alla biforcazione della carotide (una ramificazione delle arterie del collo a forma di Y, dove solitamente inizia ad accumularsi la placca). Tale accumulo, conosciuto come arteriosclerosi, è il maggiore fattore di rischio di malattie cardiache e di colpo apoplettico.

Secondo il Dott. Paolo Rubba della Università Federico II di Napoli e i suoi colleghi, le scoperte suggeriscono che la vitamina E (che si trova nelle noci, nelle noccioline, nell’olio d’oliva e in alcune verdure) costituirebbe una sorta di protezione contro i primi stadi di formazione della placca.

Lo studio, pubblicato nel numero di settembre dell’ “American Journal of Clinical Nutrition”, riporta che Rubba e i suoi colleghi hanno esaminato 310 donne tra i 30 e i 69 anni misurando i livelli sanguigni di vitamina A, C, E e di altri antiossidanti. Sono stati somministrati questionari per valutare la storia clinica, l’uso di farmaci, le abitudini personali e la frequenza ed il tipo di cibo consumato. Le donne sono quindi state suddivise in tre gruppi, a seconda dell’utilizzo o meno di cibi ricchi vitamina E. Nessuna delle donne assumeva integratori alimentari.

I ricercatori hanno scoperto che le donne che seguivano una dieta ricca di vitamina E, avevano una minore dimensione della placca alla biforcazione della carotide. Esaminando le donne in postmenopausa, quelle che consumavano una minore quantità di vitamina E, avevano una probabilità circa di tre volte superiore di formare una placca aterosclerotica nelle arterie, questo a prescindere dall’età, dall’eventuale abitudine di fumare, dalla pressione sanguigna, dall’indice di massa corporea (IMC) e da altri fattori di rischio per le malattie cardiache. Lo studio indica anche che a bassi valori di vitamina E, con un colesterolo anche di poco elevato, corrisponde una probabilità di due volte superiore di formazione di placca nella carotide.

Tali scoperte suggeriscono che ci sia una relazione tra l’assunzione di vitamina E e arteriosclerosi. Tuttavia non è ancora chiaro l’esatto meccanismo con cui la vitamina E possa prevenire l’accumulo della placca. La vitamina E è un antiossidante: essa neutralizza gli effetti delle molecole, chiamate radicali liberi, che danneggiano le cellule e che contribuirebbero alla formazione della placca. Tuttavia lo studio non ha trovato alcuna associazione tra altri ossidanti quali la vitamina A, C e il betacarotene e la placca arteriosa.


Tratto da “American Journal of Clinical Nutrition” n 76 anno 2002


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Redazione Sanihelp.it

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