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Troppi medici si lasciano informare solo dalle industrie

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Pubblicato il: 30-05-2007
Sanihelp.it - I medici italiani si affidano ancora troppo alle industrie farmaceutiche per le informazioni utili nella pratica clinica: basti pensare che, secondo una recente indagine, mediamente ciascun medico di medicina generale riceve 11 visite di rappresentanti farmaceutici a settimana e molti ritengono attendibile l’informazione da questi ricevuta. È quanto dichiarato sulla rivista PLoS Medicine da Antonio Addis, Nello Martini, Pietro Dri dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che presentano i risultati del primo anno di uso dell’e-learning per la formazione continua in medicina (EECM).

Questo nuovo strumento è disponibile ai medici dal marzo 2005: in un anno 19.340 medici si sono volontariamente iscritti ad ECCE (il 7,8% di tutti i medici), quasi uno su 4 (22,9%) era un medico di famiglia. Per fornire una corretta e utile informazione ai medici negli anni scorsi l’AIFA ha messo a punto un programma per rendere disponibili in lingua italiana informazioni sui farmaci indipendenti ma basate unicamente sull'evidence based medicine, traducendo in italiano e distribuendo gratuitamente ai medici ‘Clinical Evidence’, un compendio delle migliori evidenze disponibili per il trattamento delle patologie più comuni.

L’età media dei medici utenti dell’e-learning era di 50 anni e oltre la metà di loro (52%) erano di aree rurali. Nell’uso dell’ECCE si è riscontrata variabilità regionale: l’ECCE ha riscosso maggiore successo in Sardegna che ha fatto registrare il più alto tasso di utilizzo (9,87% di tutti i medici residenti), minore in Campania (3,9%).


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