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Degenerazione maculare, nuova molecola migliora la vista

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Pubblicato il: 15-06-2007
Sanihelp.it - È disponibile da oggi anche in Italia Ranibizumab, il primo ed unico farmaco anti-angiogenico per la degenerazione maculare legata all'età (DMLE), condizione degenerativa e progressiva causa di una severa perdita della vista nella popolazione occidentale sopra i 65 anni.

Il nuovo trattamento non solo previene la naturale progressione della malattia, ma è anche in grado di migliorare l’acuità visiva.
Si tratta di un anticorpo monoclonale, sviluppato specificamente per uso oftalmico, che agisce bloccando il Fattore di Crescita Vascolare Endoteliale (VEGF-A), proteina che induce l’angiogenesi, alla base dello sviluppo e della progressione della degenerazione maculare neovascolare 1,2 .

Ranibizumab è considerato dalla comunità scientifica come una delle più importanti innovazioni che, rispetto ai trattamenti finora disponibili, dà ai pazienti l’opportunità non solo di bloccare la progressione della malattia ma addirittura di migliorare la propria vista. Gli studi clinici hanno infatti dimostrato che circa il 95% dei pazienti hanno mantenuto la propria funzionalità visiva e nel 40% dei pazienti è stato possibile ottenere un miglioramento dell’acuità visiva pari ad almeno 15 lettere. 

«Ranibizumab costituisce una straordinaria novità terapeutica per questa patologia – commenta il professor Francesco Bandello, direttore della clinica oculistica dell'Università di Udine – e offre una reale speranza per i pazienti affetti da degenerazione maculare umida. Infatti questo farmaco permette alle persone affette dalla patologia di mantenere e, in una percentuale significativa, migliorare la funzionalità visiva recuperando quindi non solo la visione ma anche la propria autonomia nello svolgimento delle attività di vita quotidiana».

Lo sviluppo di ranibizumab è stato supportato da un ampio programma di studi clinici per fornire il più alto livello di evidenze cliniche sull’efficacia e sicurezza locale e sistemica. Viene somministrato mediante una iniezione intraoculare al mese per tre mesi consecutivi, seguita da una fase di mantenimento nella quale deve essere controllata l’acuità visiva dei pazienti su base mensile, con somministrazione del farmaco in caso di progressione della malattia. Il farmaco  è stato approvato sia dalla FDA che dall’EMEA ed è disponibile in USA, Australia, Gran Bretagna, Germania, Grecia, Spagna e Francia.
In Italia il farmaco è disponibile per l’acquisto da parte degli ospedali per il trattamento dei pazienti con DMLE per i quali è indicato.





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Redazione Sanihelp.it

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