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Cocaina, farmaco antagonista in studio sui topi

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Pubblicato il: 20-06-2007
Sanihelp.it - Presto la dipendenza da cocaina e da altre sostanze stupefacenti potrebbe essere curata con un farmaco.  Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare (Ibc) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Monterotondo, guidato da Glauco Tocchini-Valentini, ha infatti scoperto che un recettore presente nel cervello dei mammiferi, chiamato GPR37, può provocare una maggiore sensibilità, sia a sostanze tossiche legate al morbo di Parkinson, sia agli effetti stimolanti della cocaina e di altre droghe.

La ricerca, pubblicata sull’ultimo numero di PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA, ha dimostrato come il recettore di membrana GPR37, presente nei neuroni dei mammiferi, riesca a modulare l’attività del trasportatore della dopamina (DAT), che è il principale regolatore del livello di dopamina nelle sinapsi neuronali. La dopamina è un neurotrasmettitore della famiglia delle catecolamine, che viene rilasciato nel cervello dei mammiferi a livello della substatia nigra, ed agisce come regolatore fondamentale di tutte le principali risposte motorie ed emotive dell’organismo ai più svariati stimoli ambientali. 

Il gruppo di ricerca ha prodotto topi geneticamente modificati in cui è stato rimosso il gene che produce il recettore GPR37. «In questi topi, l’assenza di GPR37 provoca un aumento dell’attività della proteina DAT e quindi una diminuzione generale delle risposte motorie dell’animale - spiegano i ricercatori - In particolare, i topi mancanti di GPR37 sono nettamente meno sensibili agli effetti stimolanti della cocaina e costituiscono perciò un nuovo modello per lo studio in vivo degli effetti della somministrazione e dipendenza da droghe d’abuso di grandissimo impatto sociale e per la possibile produzione di loro antagonisti farmacologici». 


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