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Attenzione alla rabbia e allo stress: possono scatenare aritmie cardiache anche gravi

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Pubblicato il: 26-09-2002

Secondo uno studio recente, riuscire a dominare le situazioni di rabbia o stress può ridurre il rischio di morti improvvise in pazienti cardiopatici.

Sanihelp.it - Precedenti indagini avevano evidenziato che lo stress, sia emotivo che psichico, può sovraccaricare il cuore, sia nei soggetti cardiopatici sia nei sani.
Per evidenziare l’azione della rabbia e dello stress sul cuore, gli autori hanno preso in esame soggetti cardiopatici a cui era stato inserito un defibrillatore fisso(ICD) per anomalie del ritmo. L’ICD individua le anormalità del ritmo cardiaco ed emette un impulso elettrico che stabilizza il battito. I disturbi del ritmo possono essere causa di morte improvvisa se il ritmo cardiaco non viene prontamente ristabilito. Pazienti con un defibrillatore impiantato (ICD) che svolgono un’attività lavorativa, hanno maggiori probabilità di sviluppare una tachicardia al lunedì, e il personale medico presenta più facilmente anomalie del ritmo durante i periodi di turno.

Per investigare i fattori psico-fisici scatenanti aritmie, un team di ricercatori ha seguito un gruppo di 240 pazienti con impianto ICD per un periodo di tre anni. Tutti i pazienti hanno registrato in un diario il loro umore e il livello di attività ed esercizio fisico, valutandoli con una scala di intensità di 5 punti, indicando con 5 la massima intensità. Ai pazienti che riscontravano un’anomalia del ritmo veniva richiesto di annotare il loro umore poco prima dell’insorgenza dell’aritmia, e di registrarlo nuovamente, alla stessa ora, una settimana dopo.

Secondo i risultati pubblicati nel numero di ottobre di Circulation: Journal of the American Heart Association, sentimenti di rabbia e livelli anche minimi di esercizio fisico, aumentano l’attività del ICD per ripristinare il normale ritmo cardiaco. Tra i pazienti che hanno attivato maggiormente l’apparecchio, la rabbia era valutata come intensità 3 o maggiore, nei 5 minuti precedenti l’attività del defibrillatore, nel 15% dei casi, contro una quota del 3% nella settimana successiva. Le attività riferite andavano dal litigio al gioco d’azzardo, alla guida di veicoli o la ricezione di cattive notizie poco prima dell’attività dell’ICD.

Secondo il rapporto invece, altre emozioni come ansia, tristezza, felicità o sensazioni di autocontrollo o sfida non influenzano il rischio di aritmia.

Secondo il team di ricerca guidato dal Dr. Diwakar Jain dell’Università Hahnemann di Philadelphia, Pennsylvania, i pazienti avevano anche un aumento del rischio di sviluppare un’aritmia, durante il cammino a passo veloce, svolgendo attività fisica sul lavoro o praticando sport.

Questi pazienti possono invece svolgere esercizi sotto supervisione medica ed all’interno di un programma di riabilitazione cardiovascolare in quanto un esercizio blando, attentamente calibrato svolge azioni benefiche.

Anche se non è chiaro se livelli modesti di rabbia abbiano effetto in pazienti portatori di ICD, alcuni studi hanno dimostrato come il controllo degli stati emotivi di stress e la riduzione degli eccessi di rabbia può ridurre il rischio di ripetuti eventi cardiaci.

Una terapia tendente a modificare l’intero comportamento può avere un ruolo importante in pazienti portatori di ICD, o in quelli con aritmie ventricolari, e nei pazienti con patologie coronariche in genere.

Da: Circulation 2002;


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Redazione Sanihelp.it

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