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Speciale turismo diverso

Vacanze diverse: cosa significa?

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Pubblicato il: 25-06-2007

In Italia tre turisti su 100 sono disabili. Quali sono le loro esigenze? Esistono delle mete preferite? Come si struttura una vacanza «diversa»? Ecco tutte le risposte

Sanihelp.it - La possibilità di viaggiare in modo autonomo è, per una persona con disabilità, ancora condizionata dal tipo di soluzione e mezzo prescelti.
Il sistema turismo, infatti, pur intraprendendo la via dell’adeguamento di strutture e servizi alle esigenze delle persone con disabilità, presenta nel nostro Paese ancora alcune carenze che complicano l’organizzazione di un viaggio o di una vacanza.
La domanda di turismo accessibile è tutt’ora un campo insufficientemente inesplorato all’interno delle cosiddette discipline turistiche, almeno in ambito europeo, e le informazioni a disposizione sono poche e piuttosto datate.
Secondo i dati forniti dal progetto STARe, uno studio sulla domanda di turismo accessibile realizzato nel 1999 dall’ITER srl, su incarico dell’ENEA, la domanda esplicita di turismo accessibile sarebbe costituita da 889.330 persone che esprimono esigenze speciali e rappresentano circa il 3% dei turisti italiani. A essi vanno aggiunti 488.599 italiani che dichiarano di non viaggiare a causa di problemi di salute permanenti ma che sarebbero disposti a muoversi a particolari condizioni

Delle 889.330 persone che hanno dichiarato esplicitamente di avere esigenze speciali da soddisfare nel momento di intraprendere un viaggio, le donne sono quasi il 54%. Gli anziani sono decisamente più numerosi (22,8% contro il 7,5%), così come prevalgono i ceti medi (impiegati, insegnanti o quadri e lavoratori autonomi). Le aree di provenienza prevalenti sono il Nord e il Sud (rispettivamente il 49 ed il 35% contro il 44 ed 31% della domanda turistica generale) a scapito, evidentemente, delle regioni del Centro Italia.
Gli italiani con esigenze speciali viaggiano soprattutto all'interno del nostro Paese (quasi l'82%), e mostrano una preferenza più marcata per il Trentino, la Liguria e la Lombardia. Le regioni meridionali non risultano essere particolarmente attrattive (meno del 30% degli ultimi viaggi), nonostante il censimento condotto per il progetto «Italiapertutti» abbia evidenziato proprio al Sud la maggiore concentrazione di strutture accessibili ai disabili.
Accanto alle motivazioni di svago e divertimento (37%), cresce la domanda accessibile generata da motivi di cura, benessere e termalismo (16%), a cui va aggiunta anche una quota relativa a viaggi di studio o di affari (10,3%).
Il mezzo di trasporto utilizzato per viaggiare è per quasi il 55% dei turisti con esigenze speciali l'automobile, per il 14% il treno e per il 18,7% l'aereo. 
L'organizzazione del viaggio è fatta largamente in modo autonomo (79%), mentre le tipologie di alloggio preferite sono case proprie o di parenti e amici (31%). I viaggiatori con esigenze speciali frequentano, più degli altri, strutture ricettive extra-alberghiere più economiche e defilate dai flussi turistici, quali i residence, le case per ferie o gli istituti religiosi (rispettivamente nel 6,3% e nel 3,7% dei casi).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Studio sulla domanda di turismo accessibile a cura di Iter srl 1999; L'offerta e la domanda turistica in Italia, indagine campionaria ISTAT 1993

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