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Dieta e viaggi

Attenti ai cibi pericolisi

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Pubblicato il: 25-06-2007

Assaggiare cibi esotici e piatti tipici è piacevole e interessante, ma dietro ad alcuni di essi possono nascondersi gravi rischi. Ecco quali sono.

Sanihelp.it - In viaggio si viene spesso a contatto con cibi nuovi, che ci si sente spinti a provare per curiosità e per sentirsi completamente inseriti nel contesto culturale del Paese che si sta visitando.
Questo è un atteggiamento auspicabile per il turista, ma bisogna comunque essere cauti, soprattutto se i cibi offerti possono essere pericolosi. È bene quindi essere preparati, per sapere cosa assaggiare e cosa rifiutare. Ecco alcuni avvertimenti utili.

Peperoncino

Diffusissimo nelle zone tropicali e desertiche, viene indicato con vari nomi: chili in messicano, filfil baladî in arabo, pimento in spagnolo, paprika in ungherese... Nonostante sia appurato che eserciti azione disinfettante a livello intestinale, non bisogna abusarne, perché può dare problemi intestinali, in particolare può indurre stitichezza.

Arachidi
Insieme al burro di arachidi sono diffuse nella fascia tropicale, in Africa ma anche in Medio Oriente, in America e in Asia. Nei Paesi poveri vengono vendute crude, spesso con chiazze di muffe, tra cui il temuto Aspergillus flavus, che libera l’aflatossina, che colpisce il fegato provocando un’epatite tossica con alta tendenza alla cirrosi.

Cereali e legumiSono spesso invasi da contaminazioni tossiche che riportano alla luce patologie da noi scomparse come ad esempio l’ergotismo: vasocostrizione periferica degli arti, parestesie con dolori folgoranti (male del fuoco), vertigini, delirio, dispnea.

Barracuda, cernie e spigole Possono trasmettere la ciguatera, una malattia da consumo di pesci predatori che abbiano ingerito molluschi o altri pesci tossici. La tossina colpevole, la ciguatossina, viene attribuita ad alghe blu microscopiche che si riproducono sui fondali coralliferi. Si manifesta, dopo breve incubazione, con malessere, sudorazione fredda, parestesie al viso, dolori folgoranti, nausea, vomito, insufficienza cardiovascolare.

Frutti di mare In certe situazioni possono divenire tossici, come le ostriche in prossimità delle stelle di mare di cui divorano le uova, oppure per la proliferazione al loro interno di alghe tossiche.

Sgombroidi
In certe stagioni dell’anno, ma anche per fattori locali, le carni del bonito, dello sgombro e del tonno possono risultare cariche di istamina. L’ingestione è seguita, in un periodo che va da pochi minuti a qualche ora, da una reazione simil-allergica con senso di soffocamento.

Pesce palla Un piatto tradizionale giapponese, ma diffuso anche in Corea e alle Hawaii, è il fugu, un manicaretto composto da varie specie di pesci palla. I cuochi che lo preparano vengono diplomati da un’apposita scuola dove apprendono come eliminare le tossine che contaminano i visceri e il fegato del pesce palla. Sono tossine inavvertibili al gusto e termoresistenti, che agiscono a livello del sistema nervoso centrale e dell’apparato digerente


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