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Vacanze e alimentazione

La dieta per nonni e bambini

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Pubblicato il: 25-06-2007

Ormai non è raro vederli partire per mete esotiche e viaggi avventurosi, ma la loro età richiede qualche accorgimento in più. Per partire sicuri e senza sorprese

Sanihelp.it - Rispetto a un passato anche recente, oggi le persone anziane viaggiano molto, e spesso non si limitano a viaggi brevi poco lontani, ma si lanciano in imprese a volte al limite dell’avventuroso.
Nonostante l’intraprendenza, gli anziani restano però una categoria con alcune fragilità che non vanno trascurate o sottovalutate, e che richiedono in vacanza una maggiore attenzione. L’alimentazione, in particolar modo, deve essere curata con scrupolo.
L’anziano, ad esempio, è soggetto molto spesso a stipsi, che durante il viaggio può intensificarsi. È importante, quindi, mantenere un’alimentazione quanto equilibrata e un corretto apporto di liquidi (non solo acqua, ma anche frutta e verdura), anche per evitare la disidratazione.
In generale bisogna fare pasti piccoli, piuttosto che abbuffarsi. Una buona indicazione è contenuta nella cosiddetta regola dei tre pugni: un pugno di carne, un pugno di verdura cotta, un pugno di frutta fresca.
Altre buone indicazioni sono: usare poco sale, dosare lo zucchero in base alle abitudini di casa, fare attenzione ai troppi grassi, mangiare più verdura e frutta che proteine.
Non bisogna, tuttavia, esagerare con frutta o cibi a cui non si è abituati: anche un eccesso di acidità e vitamine può essere causa di guai; un esempio tipico è la lingua da kiwi, rossa, disepitelizzata, che brucia anche bevendo acqua.
Un’altra categoria delicata in caso di viaggi è rappresentata dai bambini: soprattutto i più piccoli sono fragili, e il loro organismo non è in grado di adeguarsi al cambiamento di clima, orari e alimentazione con la stessa duttilità dell’adulto.
È fondamentale quindi non stravolgere le consuetudini che si hanno nel Paese di partenza, con alcuni accorgimenti legati alle caratteristiche della destinazione. Importante è controllare l’igienicità degli alimenti, in particolare delle bevande. I bambini, soprattutto nei climi caldi, sono a rischio di disidratazione e, quindi, vanno dedicate opportune cure all’adeguata assunzione di liquidi e all’appropriatezza dell’abbigliamento.
Infine, un’ultima indicazione alimentare per i malati cronici in viaggio: la maggior perdita di liquidi può provocare a livello sanguigno una concentrazione maggiore del farmaco e quindi un suo effetto eccessivo rispetto al necessario. Ma esiste anche il problema opposto se l’idratazione è troppo abbondante, cosicché il farmaco viene eccessivamente diluito e fornisce minor beneficio terapeutico.
I pazienti ipertesi dovranno contenere ulteriormente il consumo di sale, il diabetico dovrà controllarsi di più nel consumo dei dolci e degli zuccheri, il nefropatico dovrà porre maggiore attenzione ai cibi proteici.


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Redazione Sanihelp.it

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