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Trekking: nulla va lasciato al caso

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Pubblicato il: 09-10-2003

I boschi d'autunno: sfumature di colori, castagne, funghi e un po' di fortuna. Ecco gli ingredienti per cimentarsi, magari in famiglia, in passeggiate nella natura. È importante non improvvisarsi guide alpine e percorrere sentieri senza equipaggiamento e attrezzature.

Sanihelp.it - Chi se non un esperto conoscitore di montagna come il dottor Alessandro Calderoli, medico del Cai-Insa-Inv, vice delegato VI Orobica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) può darci informazioni utili per vivere nel modo migliore le passeggiate autunnali? Ecco che cosa ha raccontato a Sanihelp.it.

Domenica prossima mi dedicherò al trekking, come mi preparo?

«Innanzitutto è importante pianificare la gita da casa. Nel caso in cui decidi di andare in una zona non conosciuta devi documentarti, anche solo chiedendo ad amici che ci sono già stati. Poi valuta la scelta del percorso in base al grado di preparazione fisica di chi partecipa alla camminata.

Consulta i bollettini meteorologici e, se hai deciso di andare in alta montagna, anche quelli specifici della neve. Ogni regione d’Italia ha un istituto apposito che fornisce queste informazioni. In caso di maltempo non esitare a rimandare.

Spero che tu non abbia intenzione di andare tra i boschi da solo! Non farlo mai, perché il cellulare non sempre funziona e, in ogni caso, fai in modo che l’itinerario che avete deciso sia rintracciabile, magari lasciando un biglietto in macchina, oppure avvisando familiari o amici prima di partire».

Non si preoccupi, vado con gli amici. Parliamo ora di cibi e bevande, cosa mettiamo nello zaino?

«È importante fare una scelta attenta, soprattutto se si decide di trascorre più di un giorno a fare trekking. Gli alimenti infatti pesano e quindi bisogna trovare un compromesso tra qualità e quantità.

Una dieta standard per simili contesti deve essere composta dal 50% di carboidrati, 30% di grassi e 20% di proteine. Molto importante è dare al proprio organismo un corretto apporto idrico, bisogna bere regolarmente possibilmente acqua arricchita di sali minerali ».

Qualche esempio concreto?

«Frutta disidratata, ormai in commercio in diverse varianti, frutta secca, ricca di grassi vegetali, cioccolato e anche formaggio come il parmigiano. Non dimentichiamo poi i vari tipi di farine secche come i crackers e i grissini. Quando hai sete ti consiglio di utilizzare gli integratori in commercio e diluirli ulteriormente con acqua. Evitate di bere alcolici. L’alcol provoca una falsa euforia energetica e non fornisce il giusto apporto di sali minerali».

Quale è l’abbigliamento più adatto?
«Sono due i capi che non devi dimenticare: un indumento impermeabile e gli scarponcini da trekking. Questi ultimi devono essere rinforzati, con la suola scolpita, artigliata e anti-sdruciolo. È importante che la caviglia nella calzatura sia riparata fin sopra il malleolo. Quando ci vestiamo seguiamo il concetto di modularità, così ci possiamo scoprire e coprire a seconda delle situazioni. Sfruttiamo i nuovi tessuti sintetici ma non accoppiamoli mai a quelli naturali.»

Quali sono i pericoli più frequenti?
«Nessun grosso pericolo: distorsioni, contusioni e lussazioni sono le situazioni più frequenti, che con un minimo di conoscenza di primo soccorso possono essere gestite sul luogo. Attenzione all’acqua gelata! È facile quando si è affaticati lasciarsi tentare da una fonte e fare lunghi e frequenti sorsi. Questo potrebbe provocare una situazione di mini-collasso caratterizzato da cali di pressione, tachicardie, vertigini, diminuzione dello stato di coscienza».


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Redazione Sanihelp.it

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