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Tumori: più diritti per il coniuge che assiste il malato

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Pubblicato il: 06-08-2007
Sanihelp.it - Grazie a una sentenza della Corte Costituzionale dell'8 maggio scorso, il coniuge di un paziente oncologico può ora usufruire del congedo retribuito dal lavoro per assistere il congiunto malato di tumore cui sia stato riconosciuto lo stato di handicap in situazione di gravità, per un periodo complessivo di due anni, in modo continuativo o frazionato. Finora tale diritto era riconosciuto soltanto ai genitori o, in caso di malattia di questi, a un fratello o a una sorella convivente. 

Nella stessa direzione va la circolare dell’Inps del 23 maggio, che sana una distorsione della legge numero 104 del 1992. In precedenza l’ente riconosceva il diritto del familiare lavoratore di fruire di permessi retribuiti di tre giorni al fine di assistere il congiunto malato, ma l’Inps aveva condizionato la concessione di tale diritto all’assenza, nell’ambito della famiglia, di una persona non lavoratrice. 
Ora però è stato riconosciuto il diritto del malato alla scelta del proprio caregiver: spetta soltanto a lui decidere qual è il familiare più idoneo ad assisterlo. 

La circolare prevede che il malato presenti all’Inps, insieme alla domanda per la fruizione dei permessi lavorativi, una dichiarazione nella quale accetta l’assistenza esclusiva e continuativa da parte del congiunto lavoratore. L’assistenza, inoltre, non deve essere per forza quotidiana, ma solo sistematica e, soprattutto, adeguata rispetto alle esigenze concrete del malato. Infine, la circolare sottolinea che il diritto al permesso dal lavoro permane anche se sono presenti altre forme di assistenza pubblica o privata. 

Per saperne di più: www.cortecostituzionale.it.


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