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Tumori e antiossidanti: scoperto il ruolo del selenio

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Pubblicato il: 11-10-2002

È stato ormai dimostrato che il selenio diminuisce il rischio di contrarre alcune forme di cancro, ma non è ancora chiaro quale sia il meccanismo alla base di questa proprietà.

Sanihelp.it - Un gruppo di ricercatori ha scoperto che la selenometionina, una componente del selenio, attiva il gene p53, che ha la funzione di arrestare la crescita di alcuni tumori. Il gene p53, ostacola lo sviluppo dei tumori inducendo nelle cellule anomali il “suicidio” o impedendo loro di replicarsi. Il gene p53 è mutato o inattivo in molti tipi di cancro.

I ricercatori hanno però scoperto che la selenometionina sembra favorire l’attivazione del p53, solo in presenza di un altro composto: il Ref1. Secondo quanto riportato nella rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences Early Editon”, eliminando il Ref1 dalle cellule, il p53 non si è attivato.

Il Dott. Martin L. Smith della Indiana University di Indianapolis, principale autore dello studio, ha dichiarato che tali risultati enfatizzano l’importanza di una corretta alimentazione per la prevenzione dei tumori. Il selenio si trovi in alimenti quali le noci, le verdure e i cereali integrati, ma la maggior parte delle persone non si attiene alla raccomandazione, da parte dei medici, di assumere almeno 50 microgrammi al giorno della sostanza.

Considerando la dieta del cittadino medio, l’utilizzo dei complessi multivitamici potrebbe essere un aiuto per la maggior parte degli individui. Secondo lo studio pubblicato, la dose consigliata per la prevenzione del cancro è di almeno 200 microgrammi di selenio al giorno.

Lo studio è importante in quanto ha individuato un gene, chiaro obiettivo per il selenio, con un ruolo critico nella soppressione dei tumori. Una migliore comprensione delle basi molecolari indispensabili per l’azione degli antiossidanti permetterà la messa a punto di nuovi sistemi per la soppressione dei tumori e per la prevenzione del cancro.

Gli antiossidanti come il selenio neutralizzano i radicali liberi presenti nell’organismo. I radicali liberi sono dei naturali sottoprodotti dei processi funzionali del corpo che possono danneggiare le cellule e causare alcune malattie.

Le scoperte sono basate su esperimenti condotti su cellule cancerogene dei polmoni che non hanno il gene p53. I ricercatori hanno quindi introdotto il gene e trattato alcune delle cellule utilizzando selenio, sotto forma di selenometionina.

Tratto da “ Proceedings of the National Academy of Sciences Early Editon” n 10, anno 2002


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Redazione Sanihelp.it

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