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Fritti e obesità: il rischio aumenta del 25%

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Pubblicato il: 08-08-2007
Sanihelp.it - Tra cibi fritti e obesità c’è un legame a doppio filo. A dimostrarlo è un’indagine, pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, condotta su 33500 individui di età compresa tra i 29 e i 69 anni. 

Mediante la rilevazione di abitudini alimentari, peso, altezza e circonferenza addominale, i ricercatori si sono impegnati a verificare l’associazione tra il consumo di cibi fritti e lo sviluppo di obesità sia generale (indice di massa corporea ≥ 30) sia centrale (circonferenza addominale ≥ 102 cm negli uomini e ≥ 88 cm nelle donne). L’analisi dei dati raccolti ha evidenziato che, negli uomini e nelle donne inseriti nel quintile di maggior consumo di fritti, il rischio di obesità generale aumentava, rispettivamente, del 26% e del 25%, rispetto a chi si trovava nel quintile di consumo più basso. 

Anche per quanto riguarda la misura del girovita, è stata riscontrata un’associazione con l’abitudine a consumare cibi fritti: infatti il rischio di sviluppare obesità centrale aumentava, rispettivamente, del 17% e del 27% negli uomini e nelle donne che avevano dichiarato di assumerne le maggiori quantità.


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